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Croazia: divieto di tutto il tabacco riscaldato aromatizzato e vendita ai minori

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Divieto vape in Croazia, tabacco riscaldato aromatizzato Croazia

Il governo croato ha approvato emendamenti alla Legge sul Tabacco e sui Prodotti Correlati per vietare tutte le aromatizzazioni nei prodotti di tabacco riscaldato e proibire la vendita ai minori. La decisione mira alla crescente popolarità dei vape dal gusto dolce e delle bustine di nicotina tra i bambini in età scolare.

La Croazia chiude una falla normativa sui vape aromatizzati

Sebbene in passato la Croazia avesse già vietato le sigarette tradizionali e il tabacco da arrotolare aromatizzati, i prodotti di tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche (vape) e le bustine di nicotina erano rimasti esenti. Questa esenzione, secondo quanto descritto da esperti locali e dal Difensore civico dei bambini, ha creato un problema crescente nelle scuole: molti studenti spesso non si rendevano conto di fumare grazie all’effetto mascherante di aromi dolci e fruttati.

Il Ministero della Salute impone rigide limitazioni alla vendita

Il ministro della Salute Irena Hrstić ha confermato l’ambito delle nuove misure. «Le esenzioni vengono abolite e gli aromi non saranno più consentiti nei prodotti di tabacco riscaldato», ha dichiarato Hrstić. «Questi prodotti avranno anche un’etichettatura specifica e la vendita a chiunque abbia meno di 18 anni sarà vietata».

La normativa allinea la Croazia alle disposizioni dell’Unione Europea e introduce una definizione aggiornata dei prodotti di tabacco riscaldato per prevenire future elusioni regolatorie. Il disegno di legge sarà a breve sottoposto a un voto finale in Parlamento.

Aggiornate le multe per le violazioni dello svapo in pubblico

La legge aggiornata rivede anche le sanzioni per riflettere il passaggio della Croazia all’euro. Fumo e svapo restano vietati in tutti gli spazi interni pubblici.

Le persone sorprese a fumare o svapare in aree pubbliche vietate devono pagare una multa di 130€. La stessa sanzione si applica a chiunque fumi entro 20 metri dall’ingresso di qualsiasi struttura sanitaria o educativa.