In Nuova Zelanda il tasso di fumatori adulti è sceso al 6,8%, avvicinandosi alla soglia del 5% necessaria per ottenere ufficialmente lo status di Paese senza fumo. Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet Regional Health – Western Pacific, il calo ha subito un’accelerazione dopo che il governo ha definito un chiaro quadro normativo per i prodotti da svapo.
Nonostante questa tendenza al ribasso, circa 300.000 adulti continuano a fumare sigarette combustibili. Il fumo rimane più diffuso tra le popolazioni Māori, le fasce d’età più mature e le comunità svantaggiate dal punto di vista socioeconomico. Poiché molti appartenenti a questi gruppi non sono passati alle sigarette elettroniche, gli analisti della sanità pubblica sostengono che affidarsi esclusivamente allo svapo non sarà sufficiente a colmare il divario rimanente.
Cosa può imparare la Nuova Zelanda dalla Svezia
La Svezia ha già superato la soglia che la definisce un Paese senza fumo. I dati del Consiglio svedese per l’informazione su alcol e altre droghe indicano che il tasso di fumatori giornalieri nel Paese è del 3,7%. La Svezia applica le misure standard di controllo del tabacco, come imposte elevate, divieti pubblicitari e avvertenze sanitarie obbligatorie, garantendo al contempo l’accesso legale a un’ampia gamma di prodotti alla nicotina a rischio ridotto.
L’impatto di questo contesto normativo è evidente tra i migranti dell’Unione europea che vivono in Svezia. Il loro tasso di fumatori è del 7,8%, contro circa il 24% nei Paesi di origine: un dato che mostra come la disponibilità dei prodotti influenzi i comportamenti dei consumatori.
| Area / gruppo demografico | Tasso di fumatori giornalieri | Principali alternative senza fumo |
|---|---|---|
| Svezia (popolazione generale) | 3.7% | Snus, bustine di nicotina, vape |
| Nuova Zelanda (popolazione generale) | 6.8% | Vape |
| Migranti dell’UE in Svezia | 7.8% | Snus, bustine di nicotina |
| Media dell’Unione europea | ~24,0% | Prevalenza delle sigarette combustibili |
Perché la varietà di alternative favorisce la cessazione del fumo
Un’indagine condotta su 1.000 ex fumatori svedesi da Ipsos per We Are Innovation evidenzia l’importanza della varietà di prodotti nella riduzione del danno da tabacco:
- Preferenze di genere: gli uomini hanno smesso prevalentemente passando allo snus tradizionale, mentre il 56% delle donne ex fumatrici ha utilizzato bustine di nicotina.
- Tendenze per età: le bustine di nicotina sono state il principale strumento per smettere di fumare tra gli ex fumatori di età compresa tra 18 e 34 anni.
- Fattori chiave: tra gli intervistati, l’89% ha indicato la disponibilità di aromi come fattore determinante per il passaggio, mentre il 61% ha sottolineato l’importanza di prezzi inferiori rispetto al tabacco combustibile.
Per raggiungere gli ultimi 300.000 fumatori, la Nuova Zelanda deve riconoscere che una sola alternativa non può rispondere alle esigenze di tutti i gruppi demografici. Diversificare le opzioni legali per la riduzione del danno è la strada più chiara per raggiungere l’obiettivo del 5%.