Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il primo ministro belga Bart De Wever hanno chiesto l’introduzione di un meccanismo di «freno d’emergenza» per bloccare le normative UE eccessivamente onerose. La proposta, presentata in vista di un vertice dei leader a Bruxelles, mira a proteggere le imprese dalla burocrazia e a tutelare la competitività industriale europea.
Frenare la burocrazia per proteggere la crescita delle imprese
In una lettera congiunta inviata al presidente del Consiglio europeo António Costa, i tre leader hanno descritto il freno d’emergenza come «una misura di ultima istanza e un’ulteriore garanzia» contro i costi normativi derivanti dalle nuove direttive UE.
L’iniziativa si inserisce nel solco degli sforzi degli «Amici della competitività», un’alleanza informale composta da 19 Stati membri dell’UE e guidata da Germania, Italia e Belgio. La coalizione vuole che Bruxelles dia priorità ai risultati economici, in risposta alle crescenti pressioni globali sui produttori e sui datori di lavoro europei.
Applicare la regola di priorità ai settori strategici
Oltre a sospendere l’introduzione di nuove normative, i leader hanno chiesto procedure di pianificazione e approvazione più rapide nei settori essenziali per la resilienza industriale futura. Tra questi figurano la decarbonizzazione, le infrastrutture energetiche, l’intelligenza artificiale e la difesa.
In base alla proposta di «regola di priorità», le normative vigenti in questi specifici settori sarebbero temporaneamente derogate o semplificate. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli amministrativi che rallentano lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie nel mercato unico.
Invertire l’onere della prova per la rendicontazione aziendale
La riduzione degli obblighi di conformità per le imprese è uno dei pilastri centrali dell’iniziativa. I tre leader hanno chiesto di invertire l’onere della prova in relazione agli obblighi di rendicontazione.
Con questo approccio, i responsabili politici dell’UE dovrebbero dimostrare la necessità di ogni nuovo obbligo di comunicazione prima di introdurlo, anziché presumerne l’utilità. La misura mira a ridurre gli oneri amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI).
I capi di Stato e di governo dell’UE discuteranno l’ambito, i meccanismi giuridici e l’attuazione della proposta durante il vertice di Bruxelles.