Il governo italiano vietarà la vendita online di vape contenenti nicotina a partire da gennaio 2025. Annunciato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il decreto limita tutti gli acquisti legali a punti vendita fisici e tabaccherie per contrastare l’evasione fiscale e i siti web esteri non regolamentati.
Tutela dei rivenditori e delle entrate fiscali nazionali
Il divieto segue le richieste di tre importanti associazioni del settore del tabacco. Mario Antonelli, presidente dell’Associazione dei Commercianti di Tabacco, ha sostenuto che le vendite online devono essere vietate per proteggere le 48.000 tabaccherie del Paese.
Antonelli ha dichiarato: “Il mercato illegale del tabacco vale circa un miliardo di euro, facendoci perdere 120 milioni di euro di entrate. Il modo migliore per proteggere le tabaccherie è assicurare che abbiano la vendita esclusiva dei prodotti a base di nicotina e vietare le vendite online.”
Demetrio Cuzzola, Direttore Nazionale dell’Alleanza dei Commercianti di Tabacchi italiani, ha osservato che il divieto risponde a una “proliferazione” di siti web esteri non regolamentati che vendono vape illegali. Cuzzola ha inoltre chiesto ai governi comunali di prendersi la responsabilità del riciclo dei vape monouso, suggerendo di classificarli come batterie in virtù delle loro dimensioni ridotte.
Nuove regole su licenze, marche fiscali e pubblicità
Per sostenere i negozi fisici, il governo estende le licenze retail per i vape da due a quattro anni. Inoltre, a partire dal 1° novembre 2024, tutti i prodotti liquidi venduti da rivenditori autorizzati devono riportare una marca fiscale sulla confezione.
Questa misura si basa sulle normative italiane esistenti in materia di vape. Sono vietate le pubblicità dei vape in negozio tramite campagne commerciali o volantini promozionali. Sebbene i rivenditori possano esporre caratteristiche tecniche e gusti “aromatizzati”, è vietato l’uso di linguaggio promozionale soggettivo pensato per attrarre nuovi clienti.
Sanzioni e imposte sui dispositivi di svapo in Italia
In Italia è inoltre in vigore un divieto di svapo in ambienti chiusi ai sensi della legge Sirchia, che vieta lo svapo in spazi pubblici, scuole, ospedali e ristoranti. I trasgressori sono soggetti a sanzioni amministrative fino a 275 euro.
Attualmente, l’Italia tassa i liquidi di e-cig contenenti nicotina a 0,13 euro al millilitro, mentre i liquidi senza nicotina sono tassati a 0,08 euro al millilitro.