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Il Marocco annuncia un aumento quinquennale delle tasse su tabacco e sigarette elettroniche a partire dal 2027

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Tassa sul tabacco in Marocco 2027, tassa sulle sigarette elettroniche in Marocco

La legge finanziaria 2027 del Marocco delinea una nuova strategia fiscale che interesserà tabacco e sigarette elettroniche nei prossimi cinque anni. In vigore dal 2027 al 2031, il piano punta ad affrontare sia i disavanzi fiscali sia gli obiettivi di salute pubblica, secondo quanto riportato da L’Économiste.

La struttura fiscale rivista aumenterà l’imposta minima sui prodotti del tabacco. I marchi più economici subiranno gli aumenti di prezzo più significativi, in continuità con una tendenza avviata dalle riforme precedenti, che grava maggiormente sulle fasce di mercato di primo prezzo. Con questi adeguamenti, il governo intende scoraggiare il fumo, soprattutto tra i giovani e tra chi cerca alternative alla nicotina.

Anche le sigarette elettroniche saranno soggette a misure fiscali più rigorose nell’ambito del nuovo bilancio. A partire dal 1° gennaio 2027, l’imposta sul consumo interno dei prodotti per lo svapo sarà fissata a 50 dirham. Le autorità sostengono che questa misura miri a limitare il ricorso allo svapo come alternativa alla nicotina, allineando maggiormente i costi delle sigarette elettroniche al più ampio programma di controllo del tabacco.

Secondo i funzionari pubblici, queste entrate fiscali sono fondamentali per finanziare le politiche sociali, tra cui l’estensione della copertura sociale universale. Attraverso la leva dei prezzi, lo Stato intende ridurre la prevalenza del fumo nella popolazione.

Gli operatori del settore, tuttavia, restano scettici sulla sostenibilità a lungo termine di questa strategia. Gli operatori avvertono che i continui aumenti dei prezzi sono in contrasto con il calo del potere d’acquisto dei consumatori marocchini. Una delle principali preoccupazioni dei distributori è il possibile spostamento della domanda verso il mercato illecito. Se il tabacco legale diventasse troppo costoso, la domanda potrebbe orientarsi verso prodotti di contrabbando o contraffatti, sottratti ai controlli statali e alla riscossione delle imposte.

Gli operatori del settore hanno inoltre richiamato l’attenzione sui precedenti cicli fiscali, osservando che le previsioni sulle entrate del governo non sempre hanno rispecchiato i dati di vendita reali. Chiedono una valutazione rigorosa dei risultati passati, affinché le future politiche fiscali non destabilizzino involontariamente il settore legale del tabacco, alimentando al contempo i circuiti del commercio illegale.