Il commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi, ha confermato l’intenzione di pubblicare una Direttiva sui prodotti del tabacco riveduta entro la fine del 2026. L’annuncio segue le rivelazioni della Corte dei conti europea, secondo cui il mercato nero del tabacco causa ogni anno perdite di entrate fiscali pari a 13 miliardi di euro, intensificando il dibattito sul ruolo delle grandi aziende del tabacco nella regolamentazione della filiera.
La revisione normativa arriva mentre la produzione illecita raggiunge livelli record in tutta Europa. Le organizzazioni per la salute pubblica sostengono che, per garantire un controllo efficace, sia necessario smantellare i sistemi di tracciabilità esistenti, che si affidano a fornitori legati ai produttori di tabacco.
La diffusione del vaping richiede una vigilanza indipendente sul mercato
La diffusione del vaping pone nuove sfide all’applicazione delle norme in tutta l’UE. A differenza delle sigarette tradizionali, le sigarette elettroniche circolano attraverso reti di vendita al dettaglio frammentate, negozi di prossimità e piattaforme online transfrontaliere soggette a controlli disomogenei. Gli esperti di salute avvertono che questa mancanza di vigilanza accelera il consumo di nicotina tra i giovani.
I rischi per la sicurezza rendono la questione ancora più urgente. Una ricerca dell’Università di Birmingham ha rivelato che il vapore delle sigarette elettroniche contiene sostanze tossiche in grado di danneggiare cellule immunitarie fondamentali, mentre gli e-liquid non regolamentati e le batterie difettose comportano rischi immediati per i consumatori.
Per affrontare sfide analoghe, il Regno Unito ha introdotto un’accisa e un sistema centralizzato di tracciabilità per i prodotti da vaping il 1° ottobre. Sviluppato dalla tipografia di sicurezza Cartor e dalla società svizzera SICPA, il sistema combina l’autenticazione digitale con una rigorosa vigilanza pubblica. L’organizzazione francese per la lotta al fumo CNCT ha definito il modello britannico un valido riferimento per Bruxelles, sottolineando che la tracciabilità indipendente è pienamente in linea con i protocolli dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
| Caratteristica | Sistema UE di tracciabilità del tabacco vigente | Nuovo sistema britannico per il vaping |
|---|---|---|
| Ambito dei prodotti | Prodotti del tabacco combustibili | Dispositivi per il vaping ed e-liquid |
| Modello di governance | Archivi decentralizzati con legami con l’industria | Vigilanza pubblica centralizzata (HMRC) |
| Distanza dall’industria | Criticato per i legami storici con i fornitori | Consorzio indipendente per la sicurezza |
Le verifiche mettono in luce le lacune dei sistemi di tracciabilità esistenti
Un rapporto pubblicato a settembre dalla Corte dei conti europea ha concluso che gli sforzi dell’UE contro il contrabbando restano frammentati e ostacolati da dati incompleti. Il rapporto, tuttavia, non ha valutato la piattaforma UE di tracciabilità del 2019, che durante le operazioni contro il commercio illecito non è stata in grado di supportare le forze di polizia e le autorità doganali.
I ricercatori del Tobacco Control Research Group dell’Università di Bath hanno documentato gli estesi legami storici tra i produttori di tabacco e i fornitori autorizzati di sistemi di tracciabilità. Un esempio emblematico è Dentsu Tracking, che in passato ha acquisito Blue Infinity, società coinvolta nello sviluppo di Codentify, il sistema di tracciabilità creato da Philip Morris International (PMI). L’assunzione da parte di Dentsu dell’ex funzionario sanitario dell’UE Jan Hoffmann ha inoltre attirato l’attenzione del Parlamento europeo sulle pratiche delle cosiddette porte girevoli.
Manipolazione del mercato e precedenti internazionali
Le recenti dinamiche commerciali mostrano perché le autorità preposte ai controlli abbiano bisogno di dati indipendenti. Un’indagine in Belgio ha rivelato che l’87% delle sigarette destinate al Lussemburgo viene consumato al di fuori dei suoi confini. Secondo i critici, si tratta di un sovraapprovvigionamento intenzionale da parte dei produttori di tabacco nei mercati con imposte più basse, volto a incentivare il commercio parallelo transfrontaliero, che indebolisce le politiche fiscali sul tabacco dei Paesi confinanti, Francia e Belgio.
Questa dinamica ricorda quanto accaduto in Canada negli anni Novanta. Il contrabbando su vasta scala costrinse il governo a ridurre drasticamente le imposte sul tabacco, ma successive indagini rivelarono la complicità diretta dell’industria. Nel 2010, le filiali canadesi di importanti aziende del tabacco si dichiararono colpevoli di reati legati al contrabbando, pagando 550 milioni di dollari in multe e accordi transattivi.
Controversie analoghe sono emerse in Sud America. Un’inchiesta pubblicata a ottobre dalla rivista brasiliana piauí ha rivelato l’esistenza di documenti trapelati secondo cui i rappresentanti di Dentsu avrebbero cercato di ottenere dati normativi riservati tramite un ex funzionario fiscale, allo scopo di aggiudicarsi appalti pubblici per sistemi di tracciabilità.
Con l’avvicinarsi della revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco prevista per il 2026, i legislatori europei si trovano di fronte a scelte chiare: escludere le aziende del tabacco dal controllo delle proprie filiere, imporre sistemi indipendenti di tracciabilità digitale e assoggettare i nuovi prodotti a base di nicotina a una regolamentazione uniforme.