Il Parlamento danese ha approvato il “Piano d’azione sul tabacco” dell’Autorità sanitaria danese, definendo un quadro normativo restrittivo per le sigarette elettroniche. Questa politica, che inizia ad essere applicata il 1° aprile 2021, vieta tutti gli aromi dei liquidi per sigaretta elettronica tranne tabacco e mentolo, introduce una tassa di accisa elevata e impone rigidi divieti di marketing che, secondo le associazioni di settore, porteranno alla chiusura dei negozi di vape indipendenti.
La decisione ha scatenato un acceso dibattito tra sostenitori della salute pubblica, autorità di regolamentazione dell’Unione Europea e gruppi di tutela dei consumatori come Dansk e-Damper Forening (DADAFO). Sebbene il governo presenti la legge come una misura necessaria per proteggere i giovani, i critici sostengono che spingerà i fumatori ex ad abbandonare di nuovo lo svapo verso il tabacco combustibile o verso il mercato nero.
Timeline di attuazione e struttura della tassa
Il passaggio al nuovo contesto regolatorio avviene per fasi, per consentire ai rivenditori di smaltire le scorte esistenti. La produzione dei prodotti non conformi deve cessare per prima, seguita da una data di scadenza inderogabile per la vendita al dettaglio.
| Data di efficacia | Azione/regolamento / Requisito |
|---|---|
| 1° aprile 2021 | Divieto di produrre e-liquid in aromi diversi da tabacco e mentolo. |
| 1° aprile 2022 | Divieto totale di vendita al dettaglio di aromi non al tabacco/mentolo; confezione neutra obbligatoria; entrano in vigore i divieti di esposizione. |
| 2022 (efficacia fiscale) | Applicazione della tassa sugli e-liquid di 2,00 DKK per ml. |
L’impatto economico sui consumatori è pesante. La tassa di 2,00 DKK (circa 0,32 USD) per millilitro si applica a tutti gli e-liquid. Per una bottiglia standard da 10 ml – la dimensione massima consentita dalla legge UE per le confezioni – il prezzo al dettaglio passerà da 30 DKK a 50 DKK. Questo aumento del 66% riduce la differenza di costo tra svapo e fumo, eliminando uno degli incentivi economici principali che spinge i fumatori a passare a alternative a minor rischio.
Bavaglio a marketing e vendita al dettaglio
Oltre alle restrizioni sugli aromi e alla tassazione, la legislazione introduce limiti severi su come i prodotti da svapo vengono confezionati, esposti e venduti online:
- Confezione neutra: tutti gli e-liquid e i dispositivi di svapo venduti dopo il 1° aprile 2022 devono presentare una confezione standardizzata, neutra e poco attraente.
- Divieto di esposizione in negozio: i rivenditori devono tenere i prodotti per lo svapo fuori dalla vista del pubblico. Resta incerto come questa regola verrà applicata all’interno dei negozi specializzati per soli adulti.
- Restrizioni alla pubblicità online: i siti di e-commerce non possono mostrare foto o grafiche dei prodotti. Possono presentare esclusivamente un elenco essenziale, scritto, dei prodotti e dei prezzi.
- Divieti di recensioni e valutazioni: i venditori online non possono visualizzare commenti dei clienti, raccomandazioni o sistemi di valutazione a stelle.
- Controlli sui prezzi: sconti, prezzi promozionali e programmi fedeltà sono completamente vietati.
- Divieto di pubblicità indiretta: ogni forma di promozione è illegale, inclusa la possibilità di mostrare personaggi dei media che usano sigarette elettroniche.
Lo scontro con il Trattato UE e il libero scambio
La Commissione Europea è intervenuta formalmente prima del voto, esortando il governo danese a rinviare il divieto. Poiché gli e-liquid aromatizzati vengono legalmente prodotti e venduti in altri Stati membri dell’UE, il divieto unilaterale della Danimarca crea una barriera commerciale diretta, violando i principi del Trattato UE su un mercato armonizzato.
Il governo danese ha aggirato queste obiezioni invocando la “clausola sanitaria” del Trattato UE, che consente agli Stati membri di limitare localmente il commercio per proteggere la salute pubblica. Tuttavia, i rappresentanti del settore, come l’associazione dell’industria danese delle sigarette elettroniche (BECIG), sostengono che la giustificazione sia carente. Affermano che le aromatizzazioni utilizzate negli e-liquid non rappresentano di per sé un rischio per la salute e che la politica si basa su argomenti emotivi, anziché su prove scientifiche.
Con questa decisione, la Danimarca si unisce a Estonia, Finlandia e Ungheria, che già applicano divieti sugli aromi, mentre altri Paesi come i Paesi Bassi e la Lituania stanno valutando restrizioni simili.
Conseguenze sul mercato e implicazioni per la salute pubblica
I sostenitori dei consumatori avvertono che la combinazione tra tasse elevate e divieti sugli aromi porterà conseguenze non intenzionali. I negozi indipendenti specializzati rappresentano il 95% del mercato danese dei vape. Incapaci di vendere prodotti aromatizzati o di esporre il proprio inventario, molte di queste attività rischiano la chiusura.
Questo contesto regolatorio favorisce le grandi aziende del tabacco, che promuovono principalmente sistemi a pod al tabacco e al mentolo. Se i negozi indipendenti chiudono, queste multinazionali sono posizionate per catturare la quota di mercato rimanente.
Inoltre, una ricerca del Cochrane Institute indica che le sigarette elettroniche sono due volte più efficaci nel supportare i fumatori che vogliono smettere rispetto alle terapie tradizionali di sostituzione della nicotina come cerotti o gomme. Organizzazioni come European Tobacco Harm Reduction Advocates (ETHRA) temono che l’eliminazione degli aromi aumenti i tassi di ricaduta tra gli stimati 75.000 vapers danesi, spingendoli di nuovo verso il fumo o verso canali non regolamentati di mercato nero.