Indice

4in1 Usa e Getta

4 Gusti e 4 Bobine Mesh in 1 Dispositivo, offrono 80.000 Puff!

Categorie

Riforma della direttiva UE sul tabacco: i lobbisti spingono per vietare le sigarette

Condividi:
Riforma della direttiva UE sul tabacco, attività di lobbying dell’industria del tabacco

I responsabili politici europei si preparano ad aggiornare la direttiva sui prodotti del tabacco, una misura che ha intensificato le pressioni dell’industria del tabacco. In vista di una nuova proposta legislativa attesa a dicembre, l’UE si trova di fronte a una decisione cruciale: come regolamentare la transizione verso una «generazione senza tabacco» entro il 2040.

L’industria sta cercando con determinazione di tutelare i propri interessi. Secondo i dati della Smoke Free Partnership, le attività di lobbying sono aumentate notevolmente: dalla metà del 2024 si sono tenuti oltre 400 incontri tra rappresentanti del settore e deputati al Parlamento europeo. L’Italia, importante produttrice di foglie di tabacco, resta un obiettivo centrale di queste iniziative: gli eurodeputati italiani hanno partecipato a più incontri con l’industria rispetto a qualsiasi altra delegazione nazionale.

Il fulcro del conflitto è la classificazione dei più recenti sistemi di somministrazione della nicotina, come i prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche. Le autorità di regolamentazione temono che questi dispositivi comportino rischi per la salute a lungo termine e favoriscano nuove forme di dipendenza. I produttori, al contrario, sostengono che questi prodotti siano alternative efficaci alle sigarette combustibili in grado di «ridurre i danni» e che dovrebbero essere soggetti a norme meno restrittive.

Un gruppo di otto governi dell’UE, guidato dai Paesi Bassi, ha chiesto una sospensione dell’immissione sul mercato di nuovi prodotti a base di nicotina o dispositivi per la loro somministrazione. La proposta ha suscitato una provocatoria obiezione da parte dei leader del settore. Marco Hannappel, presidente di Philip Morris International (Europa), ha recentemente messo in dubbio la logica di queste restrizioni: «Perché non vietare le sigarette invece di vietare i prodotti che offrono soluzioni migliori?»

Questa retorica dell’industria è in linea con l’evoluzione delle strategie aziendali. Molte delle principali aziende del tabacco hanno trasformato i propri modelli di business: oggi le nuove alternative a base di nicotina rappresentano circa il 50% dei loro ricavi complessivi. Le organizzazioni per la salute pubblica avvertono tuttavia che la spinta dell’industria a sottrarre questi prodotti alle tradizionali misure di controllo del tabacco è una strategia volta a indebolire l’intero quadro normativo.

Mentre la Commissione europea si prepara ad annunciare la propria decisione a dicembre, il dibattito resta bloccato. Alcuni Stati membri chiedono di impedire del tutto l’immissione sul mercato di nuovi prodotti, mentre l’industria sostiene che vietare completamente le sigarette tradizionali sia la strada più logica per raggiungere gli obiettivi europei di salute pubblica. La decisione finale definirà il futuro del settore per il prossimo decennio.