Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell’Italia ha presentato un’obiezione dettagliata alla Commissione europea in merito al progetto di legge dell’Irlanda Public Health (Single-Use Vapes) Bill 2025. L’intervento ha attivato un’estensione automatica del periodo di sospensione normativa fino al 19 giugno 2026, bloccando i piani dell’Irlanda di vietare la vendita al dettaglio di vape monouso.
Periodo di standstill rinviato a giugno 2026
Il 18 dicembre 2025 l’Irlanda ha notificato alla Commissione europea il proprio progetto di legislazione, con l’obiettivo di vietare tutte le sigarette elettroniche monouso, a prescindere dal fatto che contengano nicotina o meno. Ai sensi della Direttiva UE 2015/1535, l’obiezione formale dell’Italia del 19 marzo 2026 impedisce all’Irlanda di adottare la legge mentre la Commissione esamina la controversia sul mercato.
Violazioni del commercio interno e preoccupazioni sulla proporzionalità
L’Italia sostiene che la bozza irlandese non dispone di un sostegno scientifico sufficiente e crea barriere commerciali quantitative illegali ai sensi dell’Articolo 34 del TFUE. L’obiezione sottolinea che il divieto è in conflitto con l’Articolo 24 della Direttiva sui prodotti del tabacco (2014/40/UE), che consente divieti specifici dei prodotti solo in circostanze eccezionali e debitamente motivate di tutela della salute pubblica.
Roma ha inoltre evidenziato un mancato rispetto del principio di proporzionalità. Invece di imporre un divieto totale, l’Irlanda avrebbe potuto adottare misure mirate, come controlli digitali dell’età obbligatori, campagne educative o aliquote fiscali differenziate. L’Italia ha avvertito che i divieti unilaterali minacciano la libertà di stabilimento (Articolo 49 TFUE) e rischiano di frammentare il mercato unico europeo.