L’Italia ha introdotto misure regolatorie rigorose mirate al settore nazionale del vaping. Il quadro aggiornato introduce un divieto totale delle vendite online di e-liquidi alla nicotina e aumenta le tasse sui consumi in tutte le categorie di vaping, ridefinendo direttamente abitudini dei consumatori e canali di vendita al dettaglio.
Divieto di vendita online di e-liquidi alla nicotina
Il divieto online blocca la vendita su Internet di tutti gli e-liquidi contenenti nicotina, inclusa la distribuzione tramite depositi fiscali per il pagamento delle imposte. Fortemente sostenuta dalla Federazione Italiana Tabaccai (Federazione Italiana Tabaccai), la norma tratta i prodotti a base di nicotina per lo svapo come sigarette combustibili, legalmente escluse dalla vendita online in Italia.
Questa policy riporta gli acquisti nei negozi fisici specializzati di vape e presso i tabaccai autorizzati, sconvolgendo le aziende che avevano costruito modelli di business sulla distribuzione tramite e-commerce.
Imposte sui consumi più alte per il 2025 e il 2026
Oltre alle restrizioni di vendita, gli aggiornamenti programmati dell’imposta di accisa indicati nelle leggi di bilancio precedenti sono entrati ufficialmente in vigore.
| Categoria di prodotto | Impatto fiscale 2025 (10 ml) | Impatto fiscale 2026 (10 ml) |
|---|---|---|
| E-liquidi alla nicotina | +€0,11 aumento (livello di accisa 16%) | +€0,12 aumento (livello di accisa 17%) |
| E-liquidi senza nicotina & aromi | ~€0,90 imposta totale per bottiglia | ~€1,00 imposta totale per bottiglia |
L’aumento dell’imposta si applica in modo uniforme agli e-liquidi pre-miscelati e alle formulazioni concentrate di aromi, assicurando incrementi di prezzo sia nelle linee a nicotina sia in quelle senza nicotina fino al 2026.