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L’UPEV spagnola chiede migliori controlli sulla vendita dei vape a Bruxelles

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Spain vape regulation

L’Unione dei Promotori e degli Imprenditori del Vape (UPEV) ha presentato una serie di proposte regolatorie alla Commissione europea a Bruxelles, chiedendo un quadro «più efficace» per limitare l’accesso ai minori durante la revisione in corso della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD). Questa iniziativa arriva mentre la Spagna affronta un’enorme quota di mercato illegale del vaping, alimentata dalla mancanza di controllo amministrativo.

L’UPEV sostiene che il dibattito europeo sul vaping debba spostarsi verso questioni pratiche, tra cui la protezione dei giovani, la crescita di operatori non regolamentati e l’impatto ambientale dei vape usa e getta. Invece di applicare divieti totali, l’associazione propone di istituire un registro obbligatorio per tutti i rivenditori autorizzati, sia fisici sia online.

«Se un minore riesce ad acquistare una sigaretta elettronica, il problema non è il prodotto: è il canale di vendita», ha dichiarato il presidente dell’UPEV Arturo Ribes. Il registro proposto rafforzerebbe i protocolli di verifica dell’età e snellirebbe la supervisione amministrativa per individuare i soggetti non conformi.

Inoltre, l’UPEV ha messo in guardia da restrizioni estese come i divieti di aromi, citando la Spagna dove il 40% dei prodotti vape attualmente in vendita è già illecito. L’associazione avverte che ulteriori proibizioni non farebbero che aggravare il mercato nero, esortando l’UE a sfruttare la revisione della TPD come un’opportunità per costruire un quadro regolatorio moderno ed equilibrato.