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L’UE propone enormi aumenti della tassa sul tabacco e nuove imposizioni per i vape

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La Commissione europea punta a modernizzare la Direttiva sulla tassazione del Tabacco con aumenti del 139% della tassa sulle sigarette e nuove regole per i vape, scatenando una reazione economica durissima.
EU Tobacco Taxation Directive, European Commission vape tax

La Commissione europea ha ufficialmente presentato una revisione completa della Direttiva UE sulla Tassazione del Tabacco, mirando ad aumentare in modo aggressivo le aliquote minime di accisa sui prodotti del tabacco tradizionale e a definire nuovi modelli di tassazione per i prodotti nicotinici innovativi. Introdotta il 16 luglio 2025, la riforma è pensata per allineare la politica fiscale al Piano europeo “Beating Cancer”, ma sta già incontrando una forte resistenza da parte di parlamentari ed economisti preoccupati per l’inflazione e il commercio illecito.

L’attuale quadro fiscale, aggiornato per l’ultima volta nel 2010, ha creato un panorama frammentato tra gli Stati membri dell’UE. Poiché la tariffa fiscale nazionale media nell’UE è già più del doppio del livello minimo attualmente imposto dal blocco, la Commissione sostiene che i minimi esistenti abbiano perso efficacia nel disincentivare i consumi.

Con la prevalenza del fumo nell’UE attestata ostinatamente al 24%—e il tabacco responsabile di quasi 700.000 decessi prematuri ogni anno—la Commissione ribadisce la necessità di un intervento fiscale drastico per raggiungere l’obiettivo di un’Europa senza tabacco (prevalenza <5%) entro il 2040.

Aumenti fiscali proposti e adeguamenti del potere d’acquisto

Il cuore della proposta della Commissione prevede incrementi massicci delle aliquote minime di accisa per i prodotti tradizionali del tabacco combustibile. Per gestire l’impatto sugli Stati membri con redditi medi più bassi, la Commissione propone un approccio parziale basato sul potere d’acquisto.

In questo sistema, l’aliquota minima dell’UE verrebbe adeguata individualmente per ciascuno Stato membro in base ai livelli generali dei prezzi e alle parità del potere d’acquisto. Tali adeguamenti verrebbero riesaminati ogni tre anni insieme agli aggiornamenti per l’inflazione basati sull’indice dei prezzi al consumo.

Gli aumenti di base proposti sono senza precedenti per dimensione, con l’obiettivo di far salire il prezzo di un pacchetto di sigarette di 1–2 € a seconda del contesto nazionale.

Categoria di prodottoAttuale aliquota minima UEAliquota minima UE propostaAumento percentuale
Sigarette90 € per 1.000 unità215 € per 1.000 unità139%
Tabacco da arrotolare60 € al chilogrammo215 € al chilogrammo258%
Sigari12 € al chilogrammo143 € al chilogrammo1.092%
Vape (>15 mg/ml di nicotina)Non regolamentati a livello UE0,36 € al millilitroN/D (nuova imposta)
Vape (<15 mg/ml di nicotina)Non regolamentati a livello UE0,12 € al millilitroN/D (nuova imposta)

Portare i prodotti innovativi nel perimetro

Dall’ultimo aggiornamento della direttiva nel 2010, il mercato è cambiato in modo radicale. Oggi i prodotti innovativi, tra cui il tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche e le bustine nicotiniche, rappresentano circa il 13% del valore del mercato del tabacco nell’UE, con il solo tabacco riscaldato che conta per l’8%.

La direttiva riveduta estenderà ufficialmente l’ambito di applicazione a questi prodotti, introducendo aliquote minime di tassazione armonizzate per chiudere le lacune regolatorie e prevenire lo shopping transfrontaliero. La Commissione sostiene che l’aumento delle tasse su queste alternative ne ridurrà l’attrattiva per i giovani, una fascia demografica che mostra tassi di adozione in crescita.

In modo significativo, lo snus svedese resterà fuori dall’ambito della Direttiva, rispettando le specifiche esenzioni delineate dal Trattato di adesione della Svezia all’UE.

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Stop al tabacco grezzo e al commercio illecito

La produzione e la commercializzazione illecita di tabacco costano attualmente all’UE circa 13 miliardi di euro di entrate fiscali perse ogni anno—circa 9,0 miliardi di euro da sigarette e 3,5 miliardi di euro da altri prodotti del tabacco.

Una parte rilevante di questo commercio illecito nasce dalla circolazione non regolamentata delle foglie di tabacco grezzo all’interno dell’UE, che facilita la produzione clandestina di sigarette contraffatte. Per contrastare questo fenomeno, la proposta integrerà il tabacco grezzo nel sistema elettronico esistente per la registrazione e il monitoraggio della movimentazione dei prodotti soggetti ad accisa (EMCS).

Sebbene l’aliquota minima di accisa sul tabacco grezzo resterà pari a zero, questo tracciamento rafforzato è previsto per ridurre le frodi legate alle materie prime di circa il 10%. Sono previste eccezioni per i movimenti diretti dalle aree di coltivazione agli impianti di lavorazione, per proteggere i coltivatori da oneri amministrativi eccessivi.

Vantaggi finanziari e risparmi per la salute pubblica

La Commissione europea prevede risultati altamente redditizi se la proposta verrà adottata. Le aggiornate aliquote minime di accisa sono stimate per generare ulteriori 15,1 miliardi di euro di entrate fiscali in tutto l’UE ogni anno.

Circa il 15% di queste nuove entrate verrebbe destinato direttamente al bilancio UE come “risorsa propria”, mentre il resto rafforzerebbe i bilanci dei singoli Stati membri. Inoltre, la riduzione dei tassi di fumo dovrebbe generare circa 6 miliardi di euro di risparmi annuali per la sanità in tutto il blocco.

Reazioni durissime da europarlamentari ed esperti economici

Nonostante l’ottimismo della Commissione, la proposta ha dovuto affrontare una raffica di critiche durante una riunione tesa della commissione parlamentare sulla tassazione (FISC) il 20 novembre 2025. Numerosi eurodeputati (MEP) ed esperti economici hanno avvertito di gravi conseguenze indesiderate.

Il professor Francesco Moscone dell’Università di Venezia e della Brunel University ha avvertito che la valutazione d’impatto della direttiva prevede che gli adeguamenti delle accise potrebbero aumentare l’inflazione nell’UE dello 0,55%. Ha inoltre messo in guardia sul fatto che un’inflazione eccessiva trascinerebbe in modo significativo verso il basso i consumi in un’economia già rallentata e aumenterebbe il costo del finanziamento del debito nazionale.

Gli esperti hanno messo in discussione anche la posizione della Commissione sul commercio illecito. I dati indicano una correlazione statisticamente significativa tra aliquote di accisa esorbitanti e un boom dell’attività del mercato nero. La vulnerabilità dell’Europa è stata evidenziata da episodi recenti in cui centinaia di palloni meteorologici che trasportavano tabacco contrabbandato sono stati lanciati dalla Bielorussia verso la Lituania, costringendo alla chiusura degli aeroporti e interrompendo 140 voli.

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Dibattito sulla tassazione proporzionata al rischio

Un punto centrale di contestazione durante l’audizione FISC è stata l’assenza di una distinzione fiscale in base ai rischi per la salute. L’eurodeputato Marco Falcone e i rappresentanti del settore hanno sostenuto che il tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche presentano un profilo di rischio diverso rispetto alle sigarette combustibili.

Christa Pelsers di Tobacco Europe ha sottolineato che, sebbene i prodotti innovativi non siano privi di rischi, la nicotina in sé non è la causa principale dei tumori legati al fumo. I critici sostengono che non differenziare le tasse in base ai profili di rischio elimini l’incentivo economico per i fumatori a passare a alternative potenzialmente meno dannose.

Inoltre, l’eurodeputato Gaetano Pedullà ha evidenziato l’impatto devastante che gli aumenti fiscali avrebbero su agricoltura e settore manifatturiero, soprattutto in Italia, avvertendo del crollo delle industrie e di perdite massive di posti di lavoro.

L’eurodeputato Fernand Kartheiser è andato oltre, accusando la Commissione di essersi spinta oltre i propri limiti. Ha sostenuto che la proposta è una “esagerazione delle competenze della Commissione a scapito delle competenze degli Stati membri in materia di politica sanitaria”, pensata principalmente per arricchire il bilancio UE piuttosto che proteggere la salute pubblica.

A difesa della proposta, Maria Elena Scoppio, direttrice presso la DG TAXUD, ha chiarito che “l’obiettivo principale della proposta non è legato alla salute”, ma si concentra piuttosto sul correggere le distorsioni del mercato tra gli Stati membri che faticano a tassare i prodotti sostitutivi.

Prossimi passi e tempistiche di attuazione

Il pacchetto legislativo assume la forma di emendamenti alla Direttiva sulla tassazione del tabacco (2011/64/UE) e alla Direttiva del Consiglio sulle modalità generali relative all’accisa (2020/262/UE).

Le proposte entreranno ora in una fase di negoziato complessa che coinvolgerà il Consiglio dell’Unione europea, il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale tra il 2025 e il 2027.

Se adottata, la direttiva riveduta è prevista per entrare in vigore nel 2028. Per evitare bruschi shock di mercato, verrà introdotto un periodo transitorio di quattro anni (fino al 2031 o 2032) per applicare gradualmente i nuovi tassi di accisa per alcuni prodotti, dando a Stati membri e industrie il tempo di adattarsi.