Uno studio pubblicato su Globalization and Health che mappa 200 giurisdizioni nazionali mostra profonde divergenze internazionali nelle normative sugli aromi per sigarette tradizionali e sigarette elettroniche. Condotto dalle ricercatrici e dai ricercatori Claire L. Ma, Holly Jarman, Praneetha Vissapragada e Jamie Hartmann, il dataset rivela come le politiche interne frammentino il controllo del tabacco, nonostante l’integrazione del mercato globale.
Quattro distinti approcci normativi
Negli ultimi cinque anni il mercato globale dei prodotti alla nicotina aromatizzati è cresciuto rapidamente, ma le normative nazionali non si sono uniformate. Gli autori hanno individuato quattro distinti modelli normativi in uso nel mondo:
| Categoria normativa | Numero di giurisdizioni | Caratteristiche della normativa |
|---|---|---|
| Nessuna restrizione | 41 Paesi | Approccio permissivo per entrambe le categorie di prodotti. |
| Restrizioni per entrambe | 16 Paesi | Divieti rigorosi applicati allo stesso modo a sigarette elettroniche e sigarette. |
| Norme più severe per le sigarette elettroniche | 40 Paesi | Divieti sugli aromi più severi per le sigarette elettroniche che per i prodotti del tabacco tradizionali. |
| Norme più severe per le sigarette | 39 Paesi | Limiti agli aromi più severi per le sigarette che per le sigarette elettroniche. |
L’economia politica determina le scelte normative
Gli aromi attirano nuovi consumatori, alimentano la dipendenza dalla nicotina e aumentano i rischi per la salute. Regolamentare le sigarette elettroniche aggiunge complessità per i responsabili delle politiche, chiamati a bilanciare l’uso tra i giovani e la riduzione dei danni per gli adulti. Lo studio indica tuttavia che le divergenze normative non sono determinate principalmente dai dibattiti sulla salute pubblica.
Le correlazioni statistiche mostrano invece che il tipo di governo di un Paese, la capacità delle sue istituzioni e la sua posizione nell’economia globale del tabacco influenzano fortemente le norme adottate. I Paesi con una forte capacità statale o specifiche strutture politiche introducono restrizioni diverse da quelle dei Paesi che dipendono dal commercio di tabacco agricolo o dalla produzione interna.
Queste realtà strutturali continuano a ostacolare un’azione internazionale coordinata. Mentre gli organismi internazionali sollecitano divieti condivisi, le pressioni economiche interne e la divergenza tra i portatori di interesse continuano a generare un quadro normativo frammentato in tutto il mondo.