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Austria alla guida di 13 Paesi dell’UE: stop di 12 mesi alle nuove leggi europee

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Burocrazia e sospensione normativa nell’UE

L’Austria ha dato vita a una coalizione con altri 12 Stati membri dell’Unione europea per chiedere una sospensione immediata di 12 mesi delle nuove leggi europee. La coalizione intende avviare un «intervento di profonda revisione della legislazione» per ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese e ripristinare la competitività economica nel Mercato unico.

Il documento informale congiunto è stato firmato da Austria, Germania, Italia, Polonia, Danimarca, Cechia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Portogallo, Estonia, Lettonia e Lituania, prima del lancio ufficiale dell’Alleanza per la riduzione degli oneri burocratici.

Un anno dedicato all’attuazione e al consolidamento

Secondo i Paesi firmatari, le imprese europee sono sopraffatte dai rapidi cambiamenti normativi, in particolare per quanto riguarda la governance digitale e gli obblighi legati al clima. La coalizione propone che Bruxelles dedichi un intero anno all’attuazione delle norme, anziché elaborare nuovi obblighi.

«Non possiamo continuare a presentare nuove proposte legislative quando le norme esistenti non sono ancora state attuate pienamente», ha dichiarato Claudia Bauer, ministra austriaca per gli Affari europei. «La semplificazione dovrebbe iniziare prima dell’adozione delle leggi».

In base alla proposta, il processo legislativo dell’UE deve rispettare rigorosi principi di sussidiarietà e proporzionalità. L’alleanza sostiene che l’UE dovrebbe legiferare solo quando i governi nazionali non sono in grado di raggiungere autonomamente gli obiettivi prefissati.

Criteri per le future leggi europee

Per evitare l’accumulo di norme, i 13 Stati membri raccomandano l’istituzione di un quadro permanente per valutare tutti i futuri atti legislativi. Tra le misure proposte:

  • Revisioni obbligatorie ogni cinque anni: le nuove direttive devono includere una clausola di scadenza o di revisione quinquennale per verificarne l’efficacia.
  • Valutazioni dell’impatto sulla competitività: le proposte di legge devono essere sottoposte a valutazioni economiche prima dell’adozione, per evitare di penalizzare la crescita del mercato.
  • Eliminazione degli obblighi di rendicontazione ridondanti: gli obblighi di conformità esistenti devono essere sottoposti a verifica e accorpati prima di introdurre nuovi adempimenti di rendicontazione.

La coalizione ha sottolineato che l’iniziativa non mira a una deregolamentazione generalizzata, bensì a introdurre norme applicabili e prevedibili che tutelino gli standard consolidati in materia di salute, sicurezza e lavoro, senza generare inutili oneri amministrativi.

Il percorso legislativo in seno al Consiglio dell’UE

Sebbene l’iniziativa coinvolga le maggiori economie dell’UE — Germania, Italia e Polonia — il gruppo non dispone attualmente della maggioranza qualificata necessaria per imporre modifiche legislative in seno al Consiglio dell’UE. Per portare avanti la moratoria servirà il sostegno di altri grandi Stati membri, come la Spagna, oltre che di economie di medie dimensioni.

La dichiarazione lancia comunque un chiaro monito alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Mentre proseguono le discussioni sotto le presidenze di turno del Consiglio dell’UE, la coalizione punta a orientare Bruxelles, allontanandola dall’espansione amministrativa e avvicinandola a una maggiore moderazione normativa.