L’uso globale del tabacco è sceso da 1,38 miliardi di utenti nel 2000 a 1,2 miliardi nel 2024. Otto Paesi—Svezia, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Corea del Sud, Brasile, India e Stati Uniti—hanno guidato questa tendenza adottando strategie distintive, che vanno da alternative di riduzione del danno a rigidi divieti pubblicitari e aumenti fiscali.
- Alternative a nicotina orale: Svezia e Norvegia hanno utilizzato snus e bustine di nicotina per ridurre i tassi di fumo giornaliero rispettivamente al 5,4% e al 7%.
- Adozione del vaping: il Regno Unito e la Nuova Zelanda hanno integrato le sigarette elettroniche nelle strategie di sanità pubblica, aiutando entrambi i Paesi ad avvicinarsi allo status ufficiale “smoke-free”.
- Applicazione delle norme: Brasile e India hanno ottenuto riduzioni massicce e di lungo periodo grazie a divieti pubblicitari, avvisi sulle confezioni e aumenti delle tasse.
- Persistenti disparità: mentre le medie nazionali continuano a scendere in Paesi come Stati Uniti e Corea del Sud, restano divari regionali e legati al genere.
L’uso globale del tabacco è sceso da 1,38 miliardi di utenti nel 2000 a 1,2 miliardi nel 2024. Questo cambiamento è guidato da otto Paesi che hanno ridotto i tassi di fumo con un mix di alternative per la riduzione del danno, politiche fiscali e divieti di marketing, rimodellando i risultati di salute pubblica.
I percorsi verso questi tassi più bassi variano. Alcuni Paesi hanno adottato alternative alla nicotina senza combustione, mentre altri hanno puntato su misure tradizionali di controllo del tabacco. L’analisi seguente esamina i dati e le strategie dietro a questi cali.
Svezia: la leader nelle alternative alla nicotina orale
La Svezia ha raggiunto la più bassa prevalenza di fumo nell’Unione Europea. Nel 2023, solo l’8% degli svedesi di età pari o superiore a 15 anni fumava, rispetto alla media UE del 24%. I tassi di fumo giornaliero sono scesi ulteriormente al 5,4% tra le persone di età compresa tra 16 e 84 anni nel 2024, rispetto al 12,8% del 2008.
Questa transizione è attribuita soprattutto all’uso diffuso di snus e bustine di nicotina. Queste alternative orali offrono ai fumatori un percorso per smettere di consumare tabacco combustibile. Tra le donne svedesi, i tassi di fumo sono diminuiti del 39% tra il 2016 e il 2024, lasciando solo il 5,8% delle donne che fuma.
Norvegia: sostituire le sigarette con lo snus
La Norvegia ha seguito un percorso simile a quello della Svezia consentendo la vendita di snus. Il Paese ha ridotto il tasso di fumo giornaliero al 7%, collocandosi tra i più bassi al mondo. Lo snus ha effettivamente rimpiazzato le sigarette tradizionali tra i consumatori norvegesi, anziché diventare un’abitudine aggiuntiva a base di nicotina.
La popolazione giovanile della Norvegia ha raggiunto lo status senza fumo nel 2015. Questa svolta ha preceduto risultati simili in Svezia, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Danimarca. La disponibilità di alternative non combustibili resta il principale motore di questo cambiamento.
Nuova Zelanda: avvicinarsi allo status smoke-free grazie al vaping
La Nuova Zelanda è molto vicina a raggiungere lo status ufficiale senza fumo, definito come prevalenza di fumo inferiore al 5%. Il tasso di fumo del Paese è al 6,8%, al secondo posto dopo la Svezia. A differenza dei Paesi scandinavi, il calo della Nuova Zelanda è guidato principalmente dal vaping.
Le sigarette elettroniche sono state l’alternativa principale al tabacco combustibile per i fumatori adulti. Nel 2022, la popolazione giovanile del Paese ha raggiunto ufficialmente lo status senza fumo, a testimonianza di un passaggio rapido negli atteggiamenti sociali verso il fumo tradizionale.
- Scopri di più: Tassi di fumo dimezzati in Nuova Zelanda: il potere e la fragilità di una strategia di vaping guidata dall’equità
Regno Unito: l’incrocio tra vaping e fumo
Nel 2024, la Gran Bretagna ha registrato un cambiamento importante nel consumo di nicotina. Per la prima volta, tra gli adulti di età pari o superiore a 16 anni, gli utenti attuali di sigarette elettroniche (10,0%) hanno superato i fumatori tradizionali (9,1%). I dati di lungo periodo mostrano che la prevalenza di fumo in Gran Bretagna è scesa dal 20,2% nel 2011 al 10,6% nel 2024.
Sono stati i giovani adulti a guidare questo cambiamento. Il fumo tra i 18-24enni è sceso dal 25,7% nel 2011 all’8,1% nel 2024. Nel frattempo, i tassi di vaping tra i giovani si sono stabilizzati, scendendo leggermente dal 15,8% nel 2023 al 13,0% nel 2024. La Scozia continua a essere leggermente indietro rispetto al resto del Regno Unito, anche se la tendenza al ribasso resta intatta.
Corea del Sud: abbassare i tassi con regolamentazioni più severe
La Corea del Sud ha ottenuto una riduzione significativa del fumo, soprattutto tra gli uomini adulti che storicamente registravano tassi di utilizzo elevati. Il tasso complessivo di fumo è sceso sotto il 20% per la prima volta nel 2021. Nel 2022, il tasso di fumo era al 17,7%, con un calo del 49,6% rispetto ai livelli del 1998.
Nonostante questi progressi, le disparità di genere restano. Nel 2024, la prevalenza di fumo tra gli uomini adulti era del 30,2%, contro solo il 5,1% tra le donne. Per mantenere una pressione al ribasso su questi tassi, la Corea del Sud ha ampliato le zone senza fumo vicino alle scuole nell’agosto 2024.
Brasile: decenni di campagne di sanità pubblica
Il Brasile rappresenta una delle riduzioni a lungo termine più sorprendenti della prevalenza di fumo. I dati del sistema di sorveglianza Vigitel mostrano che il fumo tra gli adulti è sceso al 9,3% nel 2023, dal 34,8% del 1989. Questa riduzione è arrivata dopo decenni di campagne rigorose di sanità pubblica.
Nel 2005, il Brasile ha ratificato la Convenzione Quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la lotta al tabagismo (WHO FCTC), definendo una base legale per le sue politiche anti-tabacco. Tuttavia, i progressi hanno incontrato ostacoli. Nel 2024, la prevalenza di fumo è aumentata leggermente all’11,6%, spinta in parte dall’uso illecito di sigarette elettroniche, vietate nel Paese dal 2009.
India: ridurre l’uso di tabacco nelle aree più popolose
L’India ha ottenuto una riduzione enorme dell’uso del tabacco rispetto alle dimensioni della propria popolazione. I dati nazionali indicano che l’uso del tabacco è sceso da oltre il 50% della popolazione a cavallo del secolo a circa il 21,8% oggi. Si tratta di un calo di circa 34 punti percentuali, la più grande riduzione assoluta tra le nazioni altamente popolate.
I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità confermano questa tendenza regionale. Nell’Asia Sud-Orientale, la prevalenza dell’uso del tabacco tra gli uomini è scesa dal 70% nel 2000 al 37% nel 2024. Considerata la popolazione dell’India, questi cali percentuali rappresentano decine di milioni di persone che smettono di usare tabacco.
Stati Uniti: cali di lungo periodo con disparità regionali persistenti
Negli Stati Uniti si osserva un calo costante del fumo dall’epoca in cui l’uso delle sigarette ha raggiunto il picco a metà degli anni ’60. Nonostante questo progresso, il fumo resta una delle principali cause di morte prevenibile. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) riportano che l’esposizione al fumo e al fumo passivo contribuisce a 1 decesso su 5 ogni anno.
Persistono forti disparità regionali anche all’interno degli Stati Uniti. Il West Virginia ha il più alto tasso di fumo tra gli adulti al 20,4%, seguito dal Kentucky al 17,6% e dal Tennessee al 17,0%. Questi Stati degli Appalachi si distinguono dalla media nazionale, che continua a scendere.
Confronto tra tassi di fumo nazionali e principali cause
La tabella qui sotto confronta i tassi di fumo e i principali driver di policy nei otto Paesi analizzati.
| Paese | Tasso di fumo passato (anno) | Tasso di fumo recente (anno) | Principale motore delle politiche |
|---|---|---|---|
| Svezia | 12,8% (2008) | 5,4% (2024) | Tabacco orale (snus) e bustine di nicotina |
| Norvegia | Valore di partenza più alto | 7,0% (2024) | Sostituzione del tabacco orale (snus) |
| Nuova Zelanda | Valore di partenza più alto | 6,8% (2024) | Adozione del vaping ed educazione dei giovani |
| Regno Unito | 20,2% (2011) | 9,1% (2024) | Integrazione del vaping e passaggio dei giovani |
| Corea del Sud | 35,1% (1998) | 17,7% (2022) | Zone senza fumo e pressione regolatoria |
| Brasile | 34,8% (1989) | 9,3% (2023) | Attuazione della WHO FCTC e divieti di marketing |
| India | 55,8% (Passato) | 21,8% (Recente) | Tassazione e campagne nazionali di salute pubblica |
| Stati Uniti | Alto (picco negli anni ’60) | Media in calo | Tassazione, istruzione e restrizioni regionali |
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Percorsi diversi verso un futuro senza fumo
I dati provenienti da questi otto Paesi mostrano che ridurre l’uso del tabacco non dipende da una singola politica. Le diverse aree richiedono approcci differenti per raggiungere obiettivi di salute pubblica.
Mentre i Paesi scandinavi si sono affidati al tabacco senza combustione tradizionale, Regno Unito e Nuova Zelanda hanno utilizzato prodotti di vaping moderni. Nel frattempo, Brasile, India e Stati Uniti hanno ottenuto risultati tramite tassazione, divieti pubblicitari e campagne educative. La continuità nell’attuazione delle politiche resta il fattore chiave per mantenere questa traiettoria in calo.