Le catene di supermercati olandesi stanno aprendo rapidamente negozi specialistici di tabacco adiacenti per aggirare un divieto nazionale sulle vendite di tabacco nei supermercati previsto per il 1° luglio. Questo cambiamento strategico avviene mentre i rivenditori si affrettano a proteggere un flusso di ricavi estremamente redditizio che, storicamente, ha rappresentato oltre la metà del mercato del tabacco del Paese da 4,4 miliardi di euro.
Secondo il gruppo lobbistico anti-tabacco TabakNee, in un recente intervallo di quattro mesi sono stati aperti 33 nuovi negozi di tabacco, con i supermercati che ne possiedono la metà. Ad esempio, il proprietario della catena in franchising Jumbo, Rolf Hoogkamer, ha aperto un negozio specializzato accanto al suo supermercato di Breda, citando una forte domanda locale e un margine di profitto stabile del 7,5% per pacchetto.
Le vendite di tabacco restano un importante motore finanziario per i colossi della distribuzione. In precedenza, il CEO di Jumbo Ton van Veen aveva osservato che il tabacco rappresenta circa il 7% del fatturato dell’azienda, traducendosi in circa 700 milioni di euro all’anno.
Sebbene alcune catene come i negozi aziendali Lidl e Albert Heijn abbiano eliminato presto il tabacco, i titolari in franchising restano liberi di aprire punti vendita adiacenti. Al momento, i negozi di tabacco non necessitano di una licenza per operare, spingendo TabakNee a fare pressione sui parlamentari per un sistema di licenze rigoroso.
Il governo olandese ha progressivamente inasprito le restrizioni, portando i prezzi delle sigarette a 10 euro a pacchetto e imponendo confezioni neutre. Entro il 2032, tutte le vendite di tabacco saranno legalmente limitate solo ai negozi specializzati, anche se l’amministrazione uscente ha lasciato la decisione sulla licenza dei negozi al prossimo governo.