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I tassi di fumo in Norvegia crollano tra le generazioni, secondo uno studio Lancet

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Il crollo del fumo in Norvegia e le tendenze tra le generazioni

Un’analisi durata 45 anni delle indagini sanitarie norvegesi rivela un netto allontanamento dal consumo di tabacco tra le generazioni. Lo studio ricostruisce i cambiamenti nell’iniziazione al fumo, nell’intensità del consumo quotidiano e nelle abitudini di cessazione tra i cittadini nati dal 1950 al 2000. Pubblicati su The Lancet Regional Health – Europe, i risultati arrivano mentre le autorità sanitarie valutano l’introduzione di un programma nazionale di screening per il tumore al polmone.

Il tumore al polmone è la quinta causa di morte in Norvegia: provoca circa 2.200 decessi all’anno e rappresentava il 19,3% di tutti i decessi per tumore nel 2022. Poiché oltre il 90% dei casi si verifica tra fumatori attuali o ex fumatori, la progettazione di interventi mirati richiede dati precisi sull’esposizione nel corso della vita, anziché semplici rilevazioni puntuali della prevalenza.

Ricostruire quattro decenni di esposizione al tabacco

Per ricostruire queste tendenze generazionali, un gruppo di ricerca guidato da Jacopo Di Silvestre ha analizzato i dati delle indagini condotte da Statistics Norway tra il 1978 e il 2024. Dopo aver escluso le rilevazioni incomplete e i fumatori occasionali, il gruppo ha esaminato un campione analitico di 78.282 intervistati di età compresa tra 16 e 79 anni.

I ricercatori hanno applicato un modello età-periodo-coorte (APC) per distinguere tre influenze: gli effetti dell’invecchiamento nel corso della vita, gli effetti di periodo legati alle politiche nazionali e gli effetti di coorte specifici di determinati anni di nascita. Il modello ha monitorato i percorsi individuali a partire dagli 8 anni per l’iniziazione al fumo e dai 15 anni per la cessazione.

Dal picco dell’iniziazione all’accelerazione della cessazione: l’evoluzione nel tempo

I dati mostrano che la prevalenza del fumo quotidiano nel corso della vita ha raggiunto il picco tra i norvegesi nati nel 1950, toccando il 70% tra gli uomini e il 66% tra le donne. Nelle generazioni successive l’iniziazione al fumo è diminuita costantemente, sebbene tra le donne il calo sia arrivato più tardi. Le donne nate tra il 1960 e il 1975 hanno superato i tassi di fumo degli uomini, prima che i valori convergessero nella coorte del 1980 e scendessero ulteriormente nelle coorti successive.

In tutte le coorti, i tassi di iniziazione hanno raggiunto il picco a 19 anni, ma le probabilità complessive sono diminuite nel tempo. Nel frattempo, la cessazione è aumentata rapidamente. Nelle coorti nate prima del 1965, la probabilità di smettere è cresciuta di appena il 5% nell’arco di 40 anni. Per le generazioni nate dopo il 1965, le probabilità di smettere sono aumentate dal 5% al 15% in metà del tempo.

IndicatoreCoorte di nascita 1950 (picco)Coorti più giovani (1980–2000)
Prevalenza di chi ha fumato almeno una volta (uomini)70%Netta tendenza al ribasso
Prevalenza di chi ha fumato almeno una volta (donne)66%Netta tendenza al ribasso
Consumo giornaliero massimo (uomini)15 sigarette al giorno10 sigarette al giorno (coorte del 2000)
Consumo giornaliero massimo (donne)12 sigarette al giorno7,5 sigarette al giorno (coorte del 2000)
Velocità di cessazioneLenta (dal 0% al 5% in 40 anni)Rapida (dal 5% al 15% in 20 anni)

L’impatto delle normative e dei prodotti alternativi

I ricercatori collegano questi cambiamenti comportamentali alle rigorose misure di sanità pubblica introdotte nel corso di diversi decenni. Tra le politiche principali figurano la Legge sul tabacco del 1975, la Legge sull’aria pulita del 1988, il divieto nazionale di fumare nei locali pubblici del 2004 e l’obbligo di confezioni neutre introdotto nel 2017.

Lo studio rileva anche l’influenza dello snus, un prodotto orale a base di tabacco umido diventato popolare in Norvegia dopo il 2000. È probabile che il passaggio allo snus abbia ridotto l’iniziazione al fumo di sigaretta e favorito la cessazione tra le coorti nate dopo il 1980, anche se i ricercatori sottolineano che per stabilire un nesso causale diretto sono necessari ulteriori studi.

Dati utili per i futuri programmi di screening del tumore al polmone

I dati comportamentali dettagliati saranno utilizzati direttamente nei modelli di simulazione delle malattie. Un’infrastruttura di modellizzazione analoga ha contribuito alle linee guida del 2021 della U.S. Preventive Services Task Force sullo screening del tumore al polmone.

Sebbene il fumo quotidiano sia ormai raro tra i giovani norvegesi, la forte esposizione al fumo accumulata dalle coorti del 1950 e del 1960 farà sì che il carico di malattia rimanga elevato per decenni nelle fasce d’età più avanzate. Una modellizzazione accurata delle coorti consente alle autorità sanitarie di individuare le persone ad alto rischio da sottoporre a screening e, al contempo, di massimizzare il rapporto costo-efficacia degli interventi preventivi.