Il Ministero delle Finanze polacco ha scatenato un’ondata di panico nel settore annunciando un aumento improvviso del 75% dell’accisa sui liquidi per sigarette elettroniche a partire dal 2025. Questo cambiamento di politica radicale, che abbandona una tabella di marcia fiscale concordata in precedenza, rischia di spingere i produttori nazionali legali verso il fallimento, mentre porta i consumatori verso un mercato nero in rapida espansione.
L’annuncio ha colto di sorpresa il mondo imprenditoriale polacco. Nel 2021, governo e comparto del tabacco hanno definito una «tabella di marcia delle accise» stabile, pensata per proseguire fino al 2027, garantendo aumenti annuali prevedibili del 10%. Riscrivendo unilateralmente queste regole, secondo gli economisti il governo sta minando in modo significativo la fiducia delle imprese.
«Quando spegniamo le luci nelle nostre aziende, il mercato nero aprirà lo champagne», ha avvertito Przemysław Jaskóła, membro del consiglio del produttore polacco di e-liquid Fusion Labs. Ha sottolineato che molte piccole e medie imprese (PMI) hanno già congelato i piani di sviluppo, in previsione dei licenziamenti e dei fallimenti che seguiranno l’attuazione dell’imposta.
Una tassa sproporzionata sulla riduzione del danno
Il principale punto di contestazione è l’incoerenza logica delle nuove aliquote. Con il piano rivisto, le sigarette tradizionali combustibili—riconosciute come il prodotto del tabacco più dannoso—vedranno un aumento del 25% dell’imposta. Nel frattempo, il liquido per le sigarette elettroniche, che molti studi scientifici indicano come un’alternativa a rischio inferiore, subirà un balzo del 75%.
Entro il 2025, una bottiglia standard da 10 ml di e-liquid è prevista a un costo superiore a 23 PLN, rendendola più cara di una confezione standard da 20 sigarette tradizionali. Entro il 2027, la stessa bottiglia di e-liquid arriverà a quasi 33,5 PLN.
| Categoria di prodotto | Aumento accise proposto per il 2025 | Prezzo stimato 2025 | Prezzo stimato 2027 |
|---|---|---|---|
| Sigarette tradizionali (confezione da 20) | 25% | ~21,00 PLN | ~27,00 PLN |
| E-liquid (flacone da 10 ml) | 75% | ~23,00 PLN | ~33,50 PLN |
| Inserti di tabacco riscaldato | 50% | +1,00 PLN / confezione (aumento) | Aumenti annuali graduali |
| Tabacco da fumo (50 g) | 38% | +7,80–8,00 PLN (aumento) | Aumenti annuali graduali |
Alimentare il mercato illecito
La Polonia ha storicamente goduto di una repressione molto efficace del tabacco illegale. Secondo un rapporto KPMG, il mercato nero del tabacco polacco è sceso al minimo storico, pari al 4,2% del consumo totale nel 2022, in netto contrasto con Paesi come la Francia, dove il mercato nero rappresenta il 32% del mercato.
Tuttavia, il segmento degli e-liquid è particolarmente vulnerabile a contraffazione e contrabbando. I dati del settore mostrano che il mercato illegale degli e-liquid in Polonia è già al 50%, causando al bilancio statale tra 0,5 e 1 miliardo di PLN all’anno di entrate perse. Gli esperti avvertono che spingere i prezzi legali oltre quanto può permettersi il consumatore medio porterà inevitabilmente a invertire i progressi della Polonia, facendo confluire i vapers verso prodotti di strada non testati, senza imposte e potenzialmente pericolosi.
Il dott. Sławomir Dudek, presidente dell’Istituto di Finanza Pubblica, ha avvertito che il governo rischia di superare la «Curva di Laffer», in cui aliquote fiscali eccessivamente alte diminuiscono in realtà le entrate complessive perché aumentano evasione fiscale e crescita del mercato nero. «Se il mercato grigio si espande, le entrate di bilancio non aumenteranno affatto», ha dichiarato Dudek.
Il dibattito sulla salute pubblica: rattoppare il deficit vs. politica sanitaria
Il Ministero delle Finanze difende gli aumenti sostenendo che prezzi più alti ridurranno il consumo di nicotina, soprattutto tra i minorenni. Questa posizione è supportata da sostenitori della salute pubblica come il prof. Jarosław Pinkas, secondo cui i dati globali mostrano in modo costante una correlazione diretta tra prezzi più alti e domanda ridotta.
Tuttavia, i critici sostengono che la misura riguardi meno la salute e più il tentativo di colmare il deficit di bilancio in crescita della Polonia. L’ex vice ministro della Sanità Krzysztof Łanda ha criticato la mossa, affermando: «L’aumento dell’accisa servirà soprattutto a tappare il buco di bilancio, ma non porterà le persone a smettere di fumare».
Łanda propone una strategia di «riduzione del danno del tabacco», citando la Svezia, dove la promozione di alternative più sicure come lo snus ha contribuito a far scendere il tasso di fumo tra gli adulti al solo 5,6% (a fronte di circa il 30% in Polonia). Invece di puntare su imposte punitive, Łanda suggerisce che il governo dovrebbe concentrarsi su un’applicazione rigorosa della verifica dell’età nei punti vendita e vietare confezioni pensate per attrarre i giovani.
Al contrario, alcuni esperti medici restano profondamente scettici sulle sigarette elettroniche. Il prof. Katarzyna Koziak della Warsaw Medical University ha avvertito che riscaldare ingredienti comuni degli e-liquid, come il sucralosio, li fa degradare in composti altamente tossici, tra cui aldeidi e cloro, capaci di danneggiare gravemente l’apparato respiratorio.
Con la scadenza del 2025 sempre più vicina, i produttori polacchi si trovano davanti a un futuro incerto. Senza un ritorno a una tabella di marcia fiscale prevedibile, il settore avverte che la Polonia finirà per esportare le proprie attività nei Paesi vicini dell’UE con regimi fiscali più favorevoli, lasciando gli stabilimenti nazionali vuoti e facendo prosperare il mercato nero.