La Commissione europea ha proposto una riforma importante della tassazione del tabacco per aggiornare le regole rimaste immutate dal 2010. L’iniziativa mira ad aumentare le imposte minime sulle sigarette e ad introdurre oneri comuni sulle sigarette elettroniche, sul tabacco riscaldato e sui prodotti a base di nicotina, per allinearsi all’obiettivo dell’UE di una generazione senza tabacco entro il 2040.
Presentata il 16 luglio 2025, la proposta punta a tre obiettivi principali: aumentare le aliquote fiscali minime, includere i nuovi prodotti a base di nicotina nel quadro di tassazione e rafforzare la vigilanza sulle materie prime del tabacco per contrastare il commercio illecito. La proposta è attualmente in fase di negoziazione e richiede l’approvazione all’unanimità dei 27 Stati membri dell’UE per entrare in vigore.
Aumento della tassa minima sulle sigarette tradizionali
Il cambiamento più evidente nella proposta della Commissione riguarda l’imposta minima sulle sigarette. Le norme attuali stabiliscono un’accisa minima di 90 € per 1.000 sigarette e un prelievo pari al 60% del prezzo medio di vendita ponderato. Bruxelles propone di aumentare questi valori a 215 € per 1.000 sigarette e al 63%, rispettivamente.
| Tassazione delle sigarette | Situazione attuale | Proposta della Commissione |
|---|---|---|
| Minimo per 1.000 sigarette | 90 euro | 215 euro |
| Varianza del minimo monetario | — | +138.9% |
| Percentuale del prezzo medio di vendita ponderato | 60% | 63% |
L’aumento da 90 € a 215 € per 1.000 sigarette rappresenta un incremento del 138,9% dello standard minimo europeo. Questa modifica non implica automaticamente un aumento identico del prezzo finale al dettaglio di tutte le confezioni, poiché gli Stati membri possono applicare aliquote nazionali più elevate. La proposta include anche adeguamenti legati ai livelli di prezzo nazionali.
La Commissione stima che la riforma potrebbe tradursi in un aumento del prezzo al dettaglio di circa 1–2 € per pacchetto di sigarette. Il risultato finale dipenderà dalla politica fiscale di ciascuno Stato membro, dalle strategie di prezzo dei produttori e dalle condizioni del mercato locale. La data di attuazione proposta è fissata al 2028, con periodi transitori per categorie specifiche.
Introduzione di tasse valide in tutta l’UE sui vape e sulle bustine di nicotina
Un elemento chiave della riforma fiscale sul tabacco è eliminare la frammentazione normativa che circonda i nuovi prodotti a base di nicotina. Attualmente non esiste un’imposta minima armonizzata a livello UE per i liquidi per sigaretta elettronica o per le bustine di nicotina, anche se molti Stati membri li tassano già tramite sistemi nazionali.
La proposta della Commissione definisce livelli fiscali differenti in base al tipo di prodotto e, per i prodotti di svapo, alla concentrazione di nicotina.
| Categoria di prodotto | Tasso minimo d’imposta proposto |
|---|---|
| Liquido per vape (fino a 15 mg/ml di nicotina) | 20% del prezzo o almeno 0,12 euro/ml |
| Liquido per vape (oltre 15 mg/ml di nicotina) | 40% del prezzo o almeno 0,36 euro/ml |
| Bustine di nicotina | 50% del prezzo o 143 euro/kg |
| Altri prodotti a base di nicotina | 50% del prezzo |
| Tabacco riscaldato (in unità) | 55% del prezzo o 108 euro per 1.000 unità |
| Tabacco riscaldato (altre formattazioni) | 55% del prezzo o 155 euro/kg |
Queste aliquote rappresentano la proposta iniziale e non costituiscono la struttura fiscale finale. Il Consiglio dell’Unione europea ha discusso testi di compromesso che modificano diversi livelli, aggiornano i meccanismi e definiscono periodi transitori. La mancanza di consenso tra gli Stati membri ha impedito di finalizzare queste aliquote.
Inoltre, Bruxelles intende includere il tabacco greggio nel sistema elettronico europeo per il monitoraggio della movimentazione dei prodotti soggetti ad accisa. La Commissione stima che frodi e produzione illegale di tabacco comportino perdite annuali di entrate pubbliche fino a 13 miliardi di euro. Un miglioramento della tracciabilità del tabacco greggio mira a mitigare questo problema.
Contrastare i tassi di fumo in stagnazione e i costi elevati dell’assistenza sanitaria
Il tributo alla salute derivante dal consumo di tabacco resta un fattore trainante principale della riforma. Il Piano europeo di lotta contro il cancro mira a raggiungere una generazione senza tabacco entro il 2040, definita come uno stato in cui meno del 5% della popolazione usa tabacco. La Commissione ritiene che l’attuale tasso di calo sia insufficiente.
I dati di Eurostat sul fumo tradizionale mostrano che la quota di fumatori di età pari o superiore a 15 anni nell’UE era del 24% nel 2023, in lieve calo rispetto al 26% nel 2017. Le differenze nazionali restano elevate in tutto il blocco.
| Paese / Soggetto | Popolazione che fuma (2023) |
|---|---|
| Bulgaria | 37% |
| Grecia | 36% |
| Croazia | 35% |
| Media UE | 24% |
| Danimarca | 14% |
| Paesi Bassi | 11% |
| Svezia | 8% |
La Bulgaria ha registrato il tasso più alto di fumo tradizionale, mentre la Svezia quello più basso. Tra gli uomini, i tassi più elevati si sono registrati in Bulgaria (49%) e Lettonia (48%). Tra le donne, la Grecia ha avuto il tasso più alto, al 32%.
Statistiche Eurostat pubblicate il 5 agosto 2026 mostrano che nel 2025 il 16,5% delle persone di età pari o superiore a 16 anni ha usato il tabacco o prodotti correlati quotidianamente, incluse sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Si tratta di una diminuzione rispetto al 17,5% del 2022. La differenza tra i valori del 24% e del 16,5% deriva da indicatori diversi, fasce d’età e frequenze di consumo.
I prodotti alternativi del tabacco sono popolari tra i minori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 14,3% degli adolescenti di età compresa tra 13 e 15 anni nella Regione europea utilizza sigarette elettroniche, mentre l’11,6% usa qualche tipo di prodotto a base di tabacco.
Anche l’impatto economico del tabacco è considerevole. Uno studio del Centro Comune di Ricerca della Commissione, pubblicato nell’aprile 2026, stima i costi sanitari ed economici del consumo di tabacco nell’UE in 80,7 miliardi di euro. Di questo totale, 40,4 miliardi di euro rappresentano costi diretti e 40,2 miliardi di euro costi indiretti. Il tabacco è collegato a quasi 700.000 morti ogni anno nell’UE, con circa metà di tutti i fumatori che muoiono prematuramente.
Orientarsi nel processo legislativo e nelle divisioni del Consiglio
Il processo legislativo ha aggiunto incertezza alla riforma. Il Parlamento europeo ha adottato una posizione formale il 17 giugno 2026, respingendo il testo principale della Commissione con 439 voti contro 181, e con 38 astensioni.
Questo rigetto non archivia l’iniziativa. La tassazione europea è trattata tramite una speciale procedura di consultazione legislativa. In questo quadro, il Parlamento emette un parere non vincolante, mentre il Consiglio deve approvare la legislazione all’unanimità. Tutti gli Stati membri devono concordare affinché le nuove regole fiscali entrino in vigore.
Una seconda proposta, volta ad adattare il sistema generale delle accise, è stata approvata dal Parlamento il 17 giugno 2026 con 325 voti a favore, 304 contrari e 25 astensioni.
Le principali difficoltà restano all’interno del Consiglio. La Presidenza ha preparato diversi testi di compromesso nella prima metà del 2026, ma il pacchetto sulla tassazione del tabacco è stato ritirato dall’agenda finale della riunione Ecofin del 12 giugno 2026 a causa di persistenti divergenze su aliquote minime, meccanismi di adeguamento e periodi transitori.
A partire dal 18 agosto 2026, EUR-Lex mantiene la procedura 2025/0580/CNS come in corso. Attualmente non esiste una direttiva approvata che imponga agli Stati membri di aumentare le tasse nei termini originariamente proposti da Bruxelles. L’esito dipende dal fatto che i 27 Stati membri riescano a risolvere le differenze relative all’entità e alla velocità degli aumenti dell’imposta minima.