Uno studio del Regno Unito pubblicato nella rivista Cureus ha rivelato che i servizi locali di stop-smoking che utilizzano prodotti di svapo ottengono tassi di successo significativamente più alti rispetto ai metodi di cessazione tradizionali. Realizzata da ricercatori di whatIF? Consulting, JBP Associates, UK Vaping Industry Association (UKVIA) e HAYPP Group, la ricerca evidenzia il ruolo fondamentale delle sigarette elettroniche a sistema aperto con aromi nel supportare i fumatori adulti nel passaggio lontano dal tabacco combustibile.
Analizzando le risposte alle richieste di Freedom of Information di 28 autorità locali del Regno Unito, lo studio ha rilevato che un impressionante 96,4% dei servizi di stop-smoking fornisce ora prodotti di svapo. Quasi tre quarti di questi programmi utilizzano scorte fornite dall’iniziativa nazionale del governo “Swap to Stop”. In particolare, i dispositivi a sistema aperto—come pod ricaricabili e sistemi a tank—restano lo standard clinico, forniti da oltre l’85% dei servizi. Al contrario, nessun servizio partecipante ha segnalato di distribuire vape monouso.
La ricerca sottolinea l’enorme popolarità degli e-liquidi aromatizzati nella cessazione di successo. Ogni servizio intervistato che offriva prodotti di svapo includeva opzioni aromatizzate, con frutta, menta/mentolo e tabacco tra le più distribuite. I gusti fruttati sono emersi come il chiaro favorito, indicato come scelta più popolare da circa il 79% dei fornitori di servizi. Al contrario, le opzioni al gusto tabacco sono state preferite solo dal 16% degli utenti.
| Indicatore di cessazione | Servizi supportati dal vaping | Supporto tradizionale (NRT/Comportamentale) |
|---|---|---|
| Tasso medio di successo alla cessazione | 61,5% | 56.2% |
| Preferenza primaria di gusto | Frutta (79%) | N/D |
| Preferenza secondaria di gusto | Tabacco (16%) | N/D |
Sebbene i risultati offrano solide evidenze nel mondo reale a supporto delle sigarette elettroniche come strumenti altamente efficaci di riduzione del danno, gli autori hanno segnalato alcune limitazioni dello studio. Tra queste, un campione relativamente ridotto e incongruenze nel modo in cui le autorità locali tracciano e riportano i tassi di cessazione. Di conseguenza, i ricercatori hanno chiesto una raccolta dati più standardizzata e studi longitudinali a lungo termine per ottimizzare ulteriormente le iniziative di sanità pubblica supportate dal vape.