Sebbene Italia e Svizzera applichino entrambe un limite di nicotina di 20 mg/mL, divergono in modo netto per quanto riguarda la struttura delle tasse e la distribuzione al dettaglio. L’Italia si basa su un modello complesso “percentuale di accisa sulle sigarette” e vieta completamente le vendite online di nicotina, mentre la Svizzera utilizza aliquote fisse per millilitro e consente il commercio online soggetto a verifica dell’età nell’ambito del proprio quadro regolatorio, entrato in vigore il 1° ottobre 2024.
- Divergenze fiscali: l’Italia tassa gli e-liquidi tramite un modello di equivalenza legato alle sigarette combustibili (17% per la nicotina, 12% per la nicotina-free nel 2026). La Svizzera applica aliquote specifiche forfettarie (CHF 0,20/mL per i refill, CHF 1,00/mL per i dispositivi usa e getta).
- Divieti di vendita online: l’Italia vieta tutte le vendite online domestiche e transfrontaliere di sigarette elettroniche contenenti nicotina, indirizzando la vendita al dettaglio esclusivamente verso negozi fisici autorizzati dallo Stato. La Svizzera consente le vendite online, a condizione che i negozi digitali utilizzino sistemi di verifica dell’età.
- Dinamiche di mercato: l’Italia vanta un mercato retail maturo del valore di circa 750–759 milioni di euro. La Svizzera è più piccola, ma mostra una crescita rapida delle importazioni: tra la fine del 2024 e la fine del 2025, le importazioni di dispositivi vaping sono aumentate del 33,47% in volume.
- Tappe regolatorie: il 1° ottobre 2024 la Svizzera ha rivisto completamente la propria politica sulle sigarette elettroniche, ponendo fine allo status di esenzione fiscale precedente e introducendo limiti di età su scala nazionale.
Il mercato europeo del vaping è sempre più definito da quadri regolatori localizzati. Italia e Svizzera, nonostante la vicinanza geografica, presentano contesti operativi nettamente diversi per produttori, distributori e retailer. L’Italia opera un sistema retail altamente centralizzato e monopolizzato dallo Stato, allineato alle direttive dell’Unione Europea. La Svizzera, dopo aver aggiornato le proprie leggi sul tabacco il 1° ottobre 2024, è passata da un mercato in gran parte non regolamentato a un modello strutturato e ibrido, con vantaggi fiscali distinti e canali di vendita digitali.
Questa analisi comparativa esamina le basi legali, le strutture di tassazione, i requisiti di licenza del retail, i canali di distribuzione e i profili dei consumatori che modellano questi due mercati (ad agosto 2026).
1. Quadri regolatori e limiti di nicotina
Both jurisdictions have aligned their product safety standards with the core thresholds of the European Tobacco Products Directive (TPD), though their legislative origins differ.
In Italia, la base giuridica principale è D.Lgs. 6/2016, che ha recepito la UE TPD (2014/40/UE). In base a questa legge, i parametri per le sigarette elettroniche sono rigorosamente limitati:
- Concentrazione massima di nicotina: 20 mg/mL.
- Volume massimo della bottiglia di ricarica: 10 mL.
- Capacità massima di serbatoio o cartuccia: 2 mL.
- Imballaggio obbligatorio a prova di bambino e con evidenza di manomissione.
In Svizzera, il quadro regolatorio è stato resettato dalla legge federale sui prodotti del tabacco (Tabakproduktegesetz – TabPG, SR 818.32) e dalla relativa ordinanza (Tabakprodukteverordnung – TabPV, SR 818.321), entrambe entrate in vigore il 1° ottobre 2024. Prima di questa data, le sigarette elettroniche con nicotina operavano in una “zona grigia” giuridica. In base all’Articolo 9 del TabPG, oggi la Svizzera impone gli stessi identici limiti fisici dell’UE: tetto di nicotina a 20 mg/mL, limiti di 10 mL per bottiglia e capacità di 2 mL per cartucce. Qualsiasi prodotto che superi questi limiti è vietato all’importazione o alla vendita, come dettagliato nella Scheda informativa (E-Liquid) dell’Ufficio federale della sanità pubblica (FOPH/BAG).
2. Architetture delle accise
La divergenza operativa più complessa tra i due Paesi riguarda il regime delle accise. L’Italia utilizza un sistema ad valorem collegato al tabacco combustibile, mentre la Svizzera impiega una tariffa specifica forfettaria basata sul volume del liquido.
Il modello “Equivalenza” dell’Italia
L’Italia non applica una tassa volumetrica semplice. Al contrario, ai sensi del testo unico delle imposte sul tabacco (TUA, D.Lgs. 504/1995, Articolo 39-bis), i prodotti destinati all’inalazione di liquidi vengono tassati in base alla loro “equivalenza di consumo” rispetto alle sigarette tradizionali. Questa equivalenza viene calcolata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – ADM), che stabilisce quanti puff o millilitri equivalgono a una confezione standard di sigarette.
L’aliquota viene fissata come percentuale dell’accisa applicabile a una quantità equivalente di sigarette. A seguito di revisioni legislative sotto D.Lgs. 43/2025, il calendario fiscale è aumentato secondo le seguenti tappe:
| Periodo fiscale | Liquidi contenenti nicotina | Liquidi senza nicotina |
|---|---|---|
| Agosto 2021 – Dicembre 2022 | 10% | 5% |
| Gennaio 2025 – Dicembre 2025 | 16% | 11% |
| Dal gennaio 2026 | 17% | 12% |
I prodotti solidi non a base di tabacco destinati all’inalazione (come bastoncini erboristici riscaldati) vengono tassati alla stessa aliquota delle sigarette tradizionali. Questo modello percentuale variabile rende difficile per i distributori italiani pianificare i prezzi nel lungo periodo, perché l’onere fiscale si sposta ogni volta che vengono adeguate le accise sulle sigarette tradizionali.
Le aliquote specifiche forfettarie della Svizzera
Il 1° ottobre 2024 la Svizzera ha reinserito le sigarette elettroniche nel proprio quadro di tassazione del tabacco (Tabaksteuergesetz – TStG, SR 641.31), ponendo fine a un’esenzione fiscale esistita dal 2012. Gestita dall’Ufficio federale per la dogana e la sicurezza delle frontiere (BAZG), la tariffa svizzera è semplice e volumetrica, come indicato nell’Allegato 5 della TStG:
- Sistemi riutilizzabili: le ricariche liquide contenenti nicotina e le cartucce pre-riempite vengono tassate a CHF 0,20 per mL. Le ricariche liquide senza nicotina vendute in bottiglie per sistemi aperti sono completamente esenti da accisa.
- Sigarette elettroniche usa e getta: tutti i dispositivi monouso sono tassati a CHF 1,00 per mL di contenuto liquido, indipendentemente dal fatto che contengano nicotina.
L’elevata aliquota sulle monouso è una misura di policy deliberata per scoraggiare il consumo giovanile e ridurre plastica e rifiuti elettronici. Per le importazioni personali, ai viaggiatori è consentita una franchigia esente da imposte di 50 mL di e-liquid, 50 cartucce o 25 monouso ogni 30 giorni, secondo la BAZG Import Guideline.
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3. Licenze di vendita al dettaglio e restrizioni sulle vendite online
La struttura della distribuzione al dettaglio in questi due Paesi evidenzia una significativa asimmetria di conformità per le aziende che operano nell’Europa centrale.
| Dimensione regolatoria | 🇮🇹 Italia | 🇨🇭 Svizzera |
|---|---|---|
| Registrazione dei prodotti prima dell’immissione sul mercato | Obbligatoria tramite il portale dell’EU Common Entry Gate (EU-CEG). | Obbligo di segnalazione all’Ufficio federale della sanità pubblica (FOPH). |
| Licenza di vendita al dettaglio | È richiesta una rigorosa autorizzazione ADM per i negozi fisici. | Non è richiesta una licenza retail federale (“kein Bewilligungsverfahren”). |
| E-commerce domestico | Vietato per tutti i liquidi contenenti nicotina. | Consentito, a condizione che siano presenti sistemi di verifica dell’età. |
| Vendite a distanza transfrontaliere | Vietate ai sensi dell’Articolo 21 del D.Lgs. 6/2016. | Consentite da fonti internazionali approvate. |
| Vendite ai minori (al di sotto dei 18 anni) | Vietate su tutto il territorio nazionale; sanzioni fino a 8.000 euro e revoca della licenza. | Vietate su tutto il territorio nazionale dal 1° ottobre 2024; i cantoni effettuano test d’acquisto. |
La rete fisica controllata dell’Italia
L’Italia tratta le sigarette elettroniche in modo simile al tabacco monopolizzato dallo Stato. Per vendere e-liquidi, un rivenditore fisico deve ottenere un’autorizzazione formale dall’ADM, come indicato nel Portale regolatorio del Ministero della Salute.
In modo cruciale, l’Italia ha eliminato le vendite online per i prodotti contenenti nicotina. A seguito di una serie di aggiornamenti legislativi culminati in un decreto di gennaio 2025, le vendite online domestiche di vape contenenti nicotina sono vietate. L’e-commerce è limitato ai prodotti senza nicotina venduti da operatori registrati presso i magazzini fiscali. Le vendite a distanza transfrontaliere di qualsiasi prodotto per sigarette elettroniche ai consumatori italiani sono completamente vietate. Di conseguenza, il mercato italiano è quasi esclusivamente fisico: si basa su negozi specializzati autorizzati e sulla vasta rete di rivenditori di tabacchi del Paese.
Il modello di mercato aperto della Svizzera
Al contrario, il TabPG svizzero non stabilisce un sistema di licenze federali per i retailer di vape. Qualsiasi entità commerciale può vendere sigarette elettroniche, purché presenti le relazioni obbligatorie sulla composizione del prodotto all’FOPH.
Non esiste un divieto federale sulle vendite online domestiche o transfrontaliere. L’e-commerce resta un pilastro importante del mercato svizzero. Tuttavia, i retailer online devono implementare solidi sistemi di verifica dell’età nel punto vendita digitale per assicurarsi che i minori non possano accedere alle loro piattaforme. Sebbene le regole federali facciano da base regolatoria, i singoli cantoni mantengono l’autorità per applicare requisiti locali più stringenti su licenze e condizioni di vendita.
4. Standard per pubblicità e avvisi in confezione
Entrambi i Paesi limitano le modalità con cui le sigarette elettroniche vengono commercializzate, ma la Svizzera mantiene un’eccezione per i media soggetti a verifica dell’età.
Il divieto ampio di pubblicità dell’Italia
Ai sensi dell’Articolo 21 del D.Lgs. 6/2016, l’Italia vieta quasi tutte le forme di comunicazione commerciale per le sigarette elettroniche. Questo include divieti su TV, radio, stampa e pubblicità online, oltre a sponsorizzazioni di eventi transfrontalieri. È consentita la pubblicità nel punto vendita, ma solo in condizioni rigorose: deve essere esposta in modo ben visibile una specifica avvertenza sanitaria relativa alla dipendenza da nicotina, come previsto da D.L. 104/2013.
La confezione italiana deve includere un foglietto con istruzioni d’uso, controindicazioni e un avviso sanitario specifico che copra il 30% della superficie dell’unità di confezionamento: “Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza che crea un’elevata dipendenza” (Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza altamente dipendente).
Eccezione svizzera con verifica dell’età e marcatura CLP
L’Articolo 18 del TabPG vieta la pubblicità delle sigarette elettroniche su stampa, cinema, trasporti pubblici, cartelloni pubblici all’aperto e spazi pubblici frequentati da minori. Tuttavia, è consentita la pubblicità su internet e app mobile, purché la piattaforma utilizzi un sistema di verifica dell’età per impedire ai minori di visualizzare i contenuti.
La confezione svizzera deve riportare l’avvertenza sanitaria standard: “Dieses Erzeugnis kann Ihre Gesundheit schädigen und macht abhängig” (Questo prodotto può danneggiare la tua salute e crea dipendenza). Inoltre, gli e-liquid di ricarica sono soggetti alla classificazione secondo la normativa svizzera in materia di chimica, coerente con gli standard di Classificazione, Etichettatura e Imballaggio (CLP) in base alla concentrazione di nicotina, come indicato in Panoramica degli avvisi FOPH:
- Da 0 a 2,5 mg/mL: nessun simbolo di pericolo chimico richiesto.
- Da 2,5 a 16 mg/mL: deve essere visualizzato il simbolo con il punto esclamativo e l’indicazione di pericolo H302 (Nocivo se ingerito).
- Da 16 a 20 mg/mL: deve essere visualizzato il simbolo teschio e tibie incrociate e l’indicazione di pericolo H301 (Tossico se ingerito).
- Oltre 20 mg/mL: vietata alla vendita.

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5. Intelligence di mercato e profili dei consumatori
Le differenze regolatorie tra Italia e Svizzera hanno dato forma a strutture di mercato, comportamenti dei consumatori e trend di importazione distinti.
Diffusione e dati demografici
Secondo i dati del Global State of Tobacco Harm Reduction (GSTHR), in Italia ci sono circa 1,6 milioni di utenti di sigarette elettroniche attuali, con un tasso di prevalenza adulta del 3,0%, e circa l’1,5% che svapa quotidianamente. I dati del Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano che l’uso duale resta comune: una grande parte dei vapers continua a fumare sigarette combustibili.
La Svizzera, nonostante una popolazione più piccola, mostra una maggiore concentrazione di utenti abituali. Il Swiss Health Observatory (Obsan) segnala che il 4,3% della popolazione di età pari o superiore a 15 anni utilizza sigarette elettroniche almeno una volta al mese, mentre il 2,3% svapa quotidianamente. Lo svapo è fortemente concentrato tra i giovani: l’8,2% degli adolescenti svizzeri di età compresa tra 15 e 19 anni riferisce un uso regolare.
Slancio delle importazioni e valori di mercato
La Svizzera ha mostrato una forte crescita dal lato dell’offerta. I report di mercato di GTAIC indicano che tra dicembre 2024 e novembre 2025 le importazioni svizzere di sigarette elettroniche e dispositivi di vaporizzazione sono aumentate del 33,47% in volume fino a 339,3 tonnellate, con un valore import di 34,26 milioni di dollari USA.
Sebbene il valore complessivo del mercato retail italiano sia stimato da fonti di settore tra 750 e 759 milioni di euro, il valore dell’import diretto dei dispositivi è più basso. La differenza esiste perché le cifre retail italiane includono alti ricarichi domestici, produzione locale di e-liquid e una vasta rete distributiva, mentre le cifre svizzere sono in genere misurate come proxy del valore importato alla frontiera. Il volume di importazione dei dispositivi in Italia è cresciuto del 99,7% partendo da una base ridotta, raggiungendo 12,01 milioni di dollari USA tra ottobre 2024 e settembre 2025, come documentato nell’GTAIC Italy Country Report.
Dinamiche distributive
Il panorama retail in Italia è dominato da vetrine fisiche. La rete distributiva si affida in larga misura ai 60.000 rivenditori di tabacchi autorizzati del Paese (tabaccherie), coordinati da reti logistiche come Logista Italia, insieme a circa 2.500 shop specializzati vape autorizzati ADM. Il divieto sulle vendite online di nicotina ha rafforzato questo monopolio di tipo “brick-and-mortar”.
La Svizzera opera con un modello ibrido. Il mercato supporta tra 220 e 250 shop attivi di tabacco e prodotti per fumare online. Le principali piattaforme online, come coop.ch e portali specializzati come Freevap, intercettano una larga quota di mercato insieme a chioschi fisici, supermercati e boutique vape indipendenti.
Indicazioni operative per le aziende
Per brand e distributori che attraversano questi territori europei confinanti, la compliance richiede strategie distinte per ciascun Paese:
- Strategia e-commerce: non tentare vendite B2C online di prodotti contenenti nicotina in Italia. Tutte le partnership retail italiane devono concentrarsi sulla distribuzione fisica tramite shop e tabaccherie autorizzati ADM. In Svizzera, le vendite online sono praticabili, ma richiedono l’integrazione di software certificato per la verifica dell’età.
- Compliance fiscale: i modelli di prezzo in Svizzera devono tenere conto di imposte forfettarie e volumetriche (CHF 0,20/mL per i liquidi, CHF 1,00/mL per i dispositivi usa e getta). In Italia, i prezzi devono essere strutturati attorno al modello fluttuante di “equivalenza”, fissato al 17% dell’accisa equivalente delle sigarette per i liquidi contenenti nicotina nel 2026.
- Confezionamento ed etichettatura: assicurare l’avvio di linee di confezionamento separate per ciascun Paese. Le confezioni italiane richiedono avvertenze testuali in italiano conformi a TPD e foglietti illustrativi. Le confezioni svizzere devono includere l’avvertenza sanitaria svizzera specifica trilingue insieme ai simboli CLP di pericolo, abbinati esattamente alla fascia di concentrazione di nicotina.