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La riforma delle accise sui vape in Polonia favorisce le multinazionali a scapito delle PMI locali

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Accisa polacca sulle sigarette elettroniche, imposte sui vape in Polonia nel 2027

I piccoli e medi produttori polacchi hanno lanciato l’allarme sulle modifiche proposte alle accise, che a loro avviso penalizzano in modo sproporzionato i produttori nazionali e favoriscono i colossi multinazionali del tabacco. La controversia riguarda le revisioni delle aliquote fiscali previste per gennaio 2027, che si discostano dal piano fiscale originario stabilito dal Ministero delle Finanze.

I leader del settore hanno espresso le loro preoccupazioni durante una conferenza a Varsavia organizzata dall’Associazione per la difesa dei diritti degli imprenditori (STOPP), dal titolo «Accise per gli eletti? Chi favorisce le multinazionali e colpisce le PMI». I produttori nazionali sostengono che l’attuale bozza di legge trasferisca l’intero onere finanziario sulle aziende polacche che producono e-liquid in flaconi, agevolando al contempo l’ingresso sul mercato delle multinazionali estere che vendono cartucce preriempite, perlopiù fabbricate in Asia.

Aumento del 52% delle imposte sugli e-liquid imbottigliati a livello nazionale

Secondo il calendario proposto, dal 1° gennaio 2027 l’accisa sugli e-liquid aumenterà da 1,44 PLN a 2,20 PLN per millilitro. Si tratta di un netto scostamento dal precedente piano di transizione, che prevedeva un aumento graduale fino a 1,80 PLN per millilitro.

Solo due anni e mezzo fa, l’aliquota era pari a 0,55 PLN per millilitro. Con la modifica proposta, la sola accisa su un normale flacone da 10 ml raggiungerà 22 PLN, al netto dell’IVA ordinaria e dei margini di vendita al dettaglio.

Krzysztof Rutkowski, esperto di accise presso lo studio legale KDCP Tax Law Firm, ha sottolineato le difficoltà operative che attendono le aziende locali:

«Il settore si stava già preparando a un aumento da 1,44 PLN a 1,80 PLN. Le aziende avevano strutturato l’intera attività in funzione di tale adeguamento, dai calcoli delle garanzie ai contratti di vendita al dettaglio e all’approvvigionamento delle materie prime. Ora l’aumento sarà improvvisamente molto più consistente.»

Rutkowski ha calcolato che l’adeguamento comporta un aumento dell’imposta superiore al 52%. Oltre a incidere sui prezzi dei prodotti a scaffale, la modifica costringe gli operatori di magazzino ad ampliare drasticamente le garanzie finanziarie vincolate, immobilizzando capitali in depositi bancari o assicurativi in un periodo caratterizzato da costi di finanziamento elevati.

Disparità fiscale: liquidi in flacone e pod importate

Il principale punto di disaccordo riguarda la differenza strutturale tra i liquidi in flacone per sistemi aperti e le pod preriempite per sistemi chiusi. La normativa polacca vigente applica alle cartucce preriempite un’accisa di 40 PLN per unità, quando sono classificate come dispositivi per vaping dedicati. La proposta in arrivo modifica la definizione legale di sigaretta elettronica, escludendo le cartucce e spostando la tassazione esclusivamente sul volume di liquido contenuto al loro interno.

Poiché le pod preriempite contengono volumi ridotti di liquido, spesso pari o inferiori a 2 ml, l’eliminazione dell’imposta unitaria di 40 PLN riduce di circa il 90% il loro carico fiscale complessivo. I produttori di liquidi per sistemi aperti, invece, devono pagare 2,20 PLN per millilitro senza poter beneficiare di detrazioni.

Categoria di prodottoStruttura fiscale attualeQuadro proposto (2027)Impatto sul mercato
E-liquid in flacone (10 ml)1,44 PLN / ml (14,40 PLN / flacone)2,20 PLN / ml (22,00 PLN / flacone)Aumento del 52,7% delle imposte per i produttori locali
Pod preriempite (cartucce)Imposta sul dispositivo di 40,00 PLN + imposta sul liquidoSolo accisa sul liquido (nessuna imposta sul dispositivo)Riduzione fino al 90% del carico fiscale complessivo

Rutkowski ha riassunto così la disparità normativa: «Stiamo agevolando le multinazionali e stringendo la morsa sui produttori nazionali di liquidi. I liquidi in flacone rappresentano capitale polacco, mentre le pod sono vendute principalmente da multinazionali del tabacco.»

Espansione del mercato nero e acquisti transfrontalieri

Gli imprenditori polacchi avvertono che imposte eccessive spingeranno i consumatori direttamente verso i canali di vendita illegali. A differenza dei carburanti o dell’alcol, gli e-liquid non richiedono attrezzature industriali per la distillazione. Le materie prime restano facilmente reperibili, rendendo difficile contrastare la produzione domestica e la distribuzione non autorizzata.

Secondo le stime presentate da STOPP durante la conferenza, la quota del mercato polacco dei vape riconducibile al commercio illecito è già pari a circa il 58%. Gli imprenditori citano le valutazioni d’impatto normativo del Ministero delle Finanze, secondo cui l’entrata in vigore delle imposte più elevate provocherebbe un ulteriore calo del 25% delle vendite legali.

Rutkowski ha stimato che il gettito netto effettivo per lo Stato derivante dall’aumento dell’imposta sui liquidi potrebbe ammontare a soli 60 milioni di PLN all’anno, anziché ai 200 milioni previsti, poiché i consumatori si rivolgeranno a venditori online senza licenza o acquisteranno oltre confine in paesi vicini come Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia, dove le imposte sono più basse.

La campagna per il veto presidenziale e i costi dei test normativi

La protesta si è concretizzata in un appello formale inviato al presidente della Polonia. La petizione è stata sottoscritta da 141 entità commerciali che rappresentano il settore polacco delle PMI, oltre che da 119.980 firmatari in forma cartacea e da più di 4.000 sostenitori online.

La petizione contesta sia le modifiche alle accise sia un disegno di legge separato del Ministero della Salute (stampato parlamentare n. 2362). Il provvedimento del Ministero della Salute propone un costo obbligatorio per i test di quasi 18.000 PLN per ogni singolo prodotto. Per i produttori polacchi con cataloghi diversificati, che contano in media 200 SKU ciascuno, i test di conformità potrebbero costare fino a 3,6 milioni di PLN per azienda.

Piotr Zieliński, presidente di STOPP, ha dichiarato che le aziende locali non possono sostenere cambiamenti continui delle norme legislative insieme a costi eccessivi per i test. I produttori polacchi sostengono che, senza un intervento presidenziale, il pacchetto normativo smantellerà le reti produttive nazionali a vantaggio delle filiere estere.