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Le restrizioni sui vape dell’UE costeranno vite, avverte lo specialista delle dipendenze dott. Garret McGovern

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riduzione del danno con il tabacco UE

Lo specialista delle dipendenze con sede a Dublino Dr. Garret McGovern ha avvertito che la revisione in corso della legislazione dell’Unione Europea sul tabacco comporta il rischio di far aumentare i tassi di fumo, qualora si dovesse dare priorità alle restrizioni rispetto alla riduzione del danno. Mentre i ministri della Salute negoziano la Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD3) sotto la presidenza del Consiglio UE irlandese, il Dr. McGovern sostiene che demonizzare le alternative non combustibili mina direttamente la salute pubblica.

Il dibattito arriva in un momento critico per la politica sanitaria dell’UE: gli Stati membri sono divisi su come regolamentare alternative alla nicotina più sicure, come i vape, il tabacco riscaldato e i pouch alla nicotina.

La realtà clinica del passaggio al vaping

I dati clinici mostrano che il 62% delle persone che vivono con ex fumatori riferisce una minore esposizione al vapore passivo dopo il passaggio a prodotti a rischio ridotto. Il Dr. McGovern osserva che è quanto ci si aspetta, poiché il vapore delle sigarette elettroniche non contiene le sostanze chimiche tossiche presenti nel fumo prodotto dalla combustione. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino danni dal vapore passivo, che inoltre non ha l’odore sgradevole del fumo di tabacco.

Oltre ai benefici per la salute fisica, le famiglie sperimentano anche meno ansia per la morte prematura e per l’instabilità finanziaria causata dalla perdita del principale percettore di reddito. Il Dr. McGovern rileva che le famiglie più giovani (dai 18 ai 34 anni) sentono questi benefici in modo più diretto, perché si preoccupano meno del fatto che i propri cari possano sviluppare malattie legate al fumo.

Il divario tra percezione pubblica ed esperienza reale

Mentre i pazienti in ambito clinico ottengono risultati positivi passando ai vape, la percezione pubblica resta distorta. Il Dr. McGovern evidenzia un divario tra esperienza vissuta e comunicazione al pubblico, attribuendo a organi di informazione, istituzioni accademiche e organizzazioni di controllo del tabacco il fatto di diffondere disinformazione. Questo dubbio scoraggia i fumatori che vogliono smettere dal provare alternative più sicure.

“Fumare è una dipendenza devastante e il carico di malattia deriva dal tabacco combustibile”, dichiara McGovern. Sebbene i prodotti non combustibili come i vape, il tabacco riscaldato e i pouch alla nicotina comportino rischi minori, gli studi di tossicologia mostrano che questi rischi sono trascurabili rispetto al fumo. Sostiene che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) abbia torto a demonizzare queste alternative.

La Svezia come esempio e la minaccia della TPD3

La Svezia rappresenta la principale storia di successo della riduzione del danno in Europa, eppure la più ampia comunità medica dell’UE è stata lenta ad adottarne i metodi. Sotto la presidenza irlandese del Consiglio UE, l’Irlanda spinge per una posizione estremamente restrittiva sui nuovi prodotti a base di nicotina. Il Dr. McGovern avverte che, se la prossima TPD3 imbocca una strada incentrata sulle restrizioni, le conseguenze saranno dirette: più fumatori, meno persone che smettono e più decessi prevenibili.

Per impedirlo, il Dr. McGovern esorta i regolatori a riconoscere i benefici della riduzione del danno dei prodotti non combustibili. Consiglia di renderli attraenti e facilmente accessibili ai fumatori adulti, implementando al tempo stesso misure mirate per scoraggiare l’adesione dei giovani. Mantenere questi prodotti regolamentati come prodotti di consumo, invece che come prodotti medici, garantisce che restino accessibili ai fumatori che cercano di smettere.