La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica per rivedere la Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD), aperta ai contributi fino al 14 agosto 2026. Questa iniziativa mira a modernizzare le regole UE sullo svapo, ferme ormai da un decennio, affrontando la crescita rapida dei dispositivi monouso, delle bustine di nicotina e dell’e-commerce transfrontaliero.
Questo processo di revisione, ampiamente noto come TPD3, rappresenta la prima grande ristrutturazione delle normative europee sui vapori dalla pubblicazione della direttiva originale nel 2014. La Commissione Europea ha aperto la strada a questo aggiornamento pubblicando il suo Documento di lavoro dei servizi, che ha individuato le lacune regolatorie causate dall’emergere rapido di nuovi prodotti a base di nicotina.
I quattro pilastri della TPD3
I documenti di consultazione e i segnali di policy provenienti da Bruxelles indicano che l’Unione Europea si sta preparando a un contesto regolatorio molto più rigoroso. Le riforme proposte si concentrano su quattro aree principali:
1. Passaggio a un quadro basato sulla “Nicotine”
La TPD attuale disciplina principalmente i prodotti contenenti tabacco o liquidi contenenti nicotina per sigarette elettroniche. La revisione in arrivo intende estendere tale ambito a tutti i sistemi di erogazione della nicotina. Questa definizione tecnologicamente neutra includerà bustine di nicotina, gomme alla nicotina, pastiglie e i liquidi per sigarette elettroniche senza nicotina attualmente non regolamentati, assoggettandoli a obblighi di dichiarazione degli ingredienti e autorizzazione all’immissione sul mercato.
2. Chiusura delle lacune regolatorie
I regolatori mirano a soluzioni e design di prodotto creati per aggirare i limiti esistenti della TPD. Le aree chiave di osservazione includono i sistemi combinati “2+10” (che abbinano un pod precaricato da 2 ml a una bottiglia di ricarica da 10 ml), i shortfill senza nicotina progettati per mescolare la nicotina dopo l’acquisto e le incoerenze nelle verifiche di vendita online transfrontaliere.
3. Standardizzazione delle regole sui prodotti in tutti gli Stati membri
Per superare l’applicazione frammentata nell’UE, la TPD3 punta ad allineare gli Stati membri su limiti di concentrazione della nicotina, standard di emissione e avvertenze sanitarie. È inoltre forte la spinta verso l’introduzione di un confezionamento neutro obbligatorio, che eliminerebbe loghi di marca e design unici sulle confezioni delle sigarette elettroniche.
4. Rafforzare i canali di marketing e vendita
La revisione mira a limitare il marketing digitale, le promozioni sui social media e le collaborazioni con influencer. Inoltre, vengono valutati sistemi più rigorosi di verifica dell’età per le vendite online e requisiti potenziati di tracciabilità del prodotto per ridurre l’accesso dei minori.
Tempistiche chiave e coinvolgimento degli stakeholder
Il processo di revisione si sta muovendo attraverso fasi strutturate, permettendo a imprese, cittadini e organizzazioni non governative di presentare prove e feedback.
| Fase regolatoria | Tempistiche | Stato |
|---|---|---|
| Richiesta di evidenze | 18 maggio – 15 giugno 2026 | Completata (82.087 presentazioni) |
| Consultazione pubblica | Giugno – 14 agosto 2026 | In corso |
| Proposta legislativa formale | Attesa nel Q4 2026 | In sospeso |
| Revisione in Parlamento e negli Stati membri | Attesa nel 2027 | In sospeso |
| Prima implementazione | Intorno al 2029 | Prevista |
Aggiornato: la prima richiesta di evidenze ha attirato una partecipazione enorme, producendo 82.087 contributi validati. L’elevato volume di risposte evidenzia l’interesse intenso sia degli stakeholder dell’industria sia dei cittadini europei.
| Paese | Contributi validati (Prima fase) |
|---|---|
| Romania | 9.832 |
| Francia | 8.544 |
| Italia | 7.835 |
| Ungheria | 7.387 |
| Spagna | 6.141 |
| Grecia | 5.855 |
| Polonia | 5.301 |
| Svezia | 4.268 |

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Posizioni divergenti tra gli Stati membri dell’UE
L’allineamento regolatorio resta una sfida, poiché i singoli Stati membri adottano posizioni molto diverse sulla riduzione del danno del tabacco. Il 20 giugno 2026, durante la riunione del Consiglio UE per la Salute, una coalizione di 12 Stati membri guidata dall’Irlanda ha chiesto formalmente il divieto totale degli aromi per il liquido di e-liquid, il confezionamento neutro in tutta l’UE e controlli più rigorosi sulle vendite transfrontaliere.
La Francia ha proposto misure ancora più restrittive, sostenendo limiti di nicotina più bassi e un divieto sui filtri delle sigarette insieme alle restrizioni sugli aromi. Diversi Paesi, tra cui Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Finlandia e Slovenia, hanno già aggirato l’azione unitaria dell’UE implementando i propri divieti nazionali sugli aromi.
Obiettivi di salute pubblica vs realtà economiche
Il dibattito sulla TPD3 mette in evidenza la tensione tra la promozione della salute pubblica e gli interessi economici. Gruppi di salute pubblica, come la Smoke Free Partnership (SFP), sostengono che normative stringenti siano necessarie per prevenire la dipendenza da nicotina tra i giovani.
Al contrario, le industrie del vaping e del tabacco avvertono di gravi ripercussioni economiche. Il 23 giugno 2026, il CEO di PMI Massimo Andolina ha inviato una lettera al Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, invitando l’UE a considerare l’impatto economico del settore. Secondo i dati dell’industria, il comparto nicotina e vaping sostiene 2,1 milioni di posti di lavoro in tutta Europa, coinvolge oltre 45.000 piccole e medie imprese (PMI) e genera circa 180 miliardi di euro all’anno in entrate fiscali.
Implicazioni strategiche per gli esportatori
Per i produttori globali e gli esportatori, in particolare quelli con sede in Cina, il quadro TPD3 in arrivo modificherà le dinamiche di mercato:
- Aumento dei costi di conformità: test, valutazioni tossicologiche e procedure di registrazione diventeranno più complesse e costose.
- Design dei prodotti più limitati: pod con alta capacità, sistemi combinati e profili di aromi dolci o alla frutta potrebbero affrontare divieti totali.
- Tempi di lancio più lunghi: norme più severe di notifica pre-commercializzazione ritarderanno la velocità con cui i nuovi prodotti potranno entrare nei mercati UE.
- Consolidamento del mercato: i brand più piccoli potrebbero avere difficoltà a sostenere i costi di conformità, lasciando il mercato europeo dominato da produttori ben capitalizzati con sistemi di compliance robusti.
Per prepararsi, le aziende dovrebbero analizzare i loro attuali portafogli prodotti rispetto a possibili restrizioni su aromi e design, compilare documentazione tossicologica rigorosa e partecipare attivamente alla consultazione pubblica in corso prima della scadenza del 14 agosto 2026. Organizzazioni e aziende che partecipano devono registrarsi nel Registro per la trasparenza della Commissione UE per assicurare che i propri contributi siano riconosciuti formalmente.