La Corte dei conti europea (ECA) ha avvertito che l’applicazione disomogenea delle norme nazionali consente alle operazioni illecite nel settore del tabacco di espandersi all’interno dei confini europei, sottraendo ogni anno circa 13 miliardi di euro ai bilanci pubblici. Pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 9 settembre, l’audit ha rilevato che i prodotti illegali rappresentavano circa l’8,8% del consumo totale di tabacco nel 2023.
Le reti criminali spostano le operazioni all’interno dei confini dell’UE
I produttori criminali stanno trasferendo la produzione direttamente negli Stati membri dell’UE per accorciare le rotte di approvvigionamento ed eliminare i rischi doganali. L’ECA ha evidenziato siti illegali ad alta capacità, tra cui una fabbrica belga in grado di produrre un milione di sigarette all’ora e scorte illecite in Spagna superiori a tre milioni di pacchetti.
Tuttavia, i revisori hanno avvertito che la cifra ufficiale di 13 miliardi di euro di perdite rimane incerta, poiché si basa sulle statistiche dei sequestri e su relazioni esterne anziché su metriche di mercato standardizzate.
Normative frammentate indeboliscono l’applicazione transfrontaliera
L’audit ha rivelato lacune normative critiche relative al monitoraggio del tabacco greggio, ai macchinari per la produzione di sigarette e alle più recenti alternative alla nicotina, come il tabacco riscaldato e gli e-liquid. Definizioni giuridiche e sanzioni divergenti tra gli Stati membri creano scappatoie per gli operatori illeciti.
Sebbene la Commissione europea abbia esteso il proprio sistema di tracciabilità del tabacco a tutte le categorie di prodotti nel maggio 2024, l’ECA ha sottolineato che il software di tracciamento da solo non può sostituire informazioni operative per le forze dell’ordine e codici penali uniformi.
Petri Sarvamaa, il membro dell’ECA che ha guidato l’audit, ha chiesto un coordinamento più forte tra le agenzie per impedire ai criminali di trasferire le proprie operazioni in giurisdizioni con controlli più deboli.
Richiesta di una vigilanza unificata tra gli Stati membri
A seguito di indagini sul campo in Belgio, Spagna, Polonia e Romania, la Corte ha presentato raccomandazioni formali alla Commissione e ai governi nazionali. L’ECA ha sottolineato che un’applicazione efficace richiede il collegamento tra la tracciabilità delle materie prime, i controlli sui macchinari e la condivisione di informazioni in tempo reale tra dogane, polizia e dipartimenti sanitari.