Bruxelles si prepara a uno scontro ad alto rischio sulla revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulle Accise sul Tabacco (TED). Un blocco guidato da Francia e Paesi Bassi sta sostenendo restrizioni più stringenti su sigarette elettroniche e bustine di nicotina, mentre Italia e Grecia insistono su politiche basate su prove. L’esito non solo andrà a plasmare il quadro normativo per la riduzione del danno, ma determinerà anche miliardi di entrate fiscali dell’UE.
La revisione della TPD: un attacco preventivo?
Lo studio sanitario che la Commissione europea si appresta a pubblicare farà da base per la revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD). Questa direttiva stabilirà se i prodotti emergenti—come il tabacco riscaldato e le bustine di nicotina—debbano essere regolati e tassati esattamente allo stesso modo delle tradizionali sigarette combustibili.
Il tono del dibattito è stato già impostato dal commissario UE alla Salute Olivér Várhelyi, che, in modo controverso, ha dichiarato che i prodotti alternativi del tabacco sono “altrettanto dannosi delle sigarette convenzionali”. Tuttavia, il watchdog interno della Commissione, il Regulatory Scrutiny Board (RSB), ha segnalato che l’attuale rapporto di valutazione include “misure orientate al futuro”. Ciò suggerisce che la Commissione stia già aprendo la strada a normative più severe prima ancora che la valutazione scientifica venga finalizzata.
La frattura tra Stati membri: ideologia contro scienza
Affinché la TPD rivista possa passare, è necessaria una maggioranza qualificata tra gli Stati membri dell’UE. Questo ha creato due schieramenti distinti:
- Il blocco delle restrizioni: guidato da Francia e Paesi Bassi, questo gruppo sostiene restrizioni severe su tutti i prodotti alternativi contenenti nicotina, indipendentemente dal loro carattere non combustibile.
- Il blocco delle prove: Paesi come Italia e Grecia—dove gli investimenti legati al tabacco sono rilevanti—sostengono che le decisioni regolatorie debbano basarsi su solide evidenze scientifiche.
Il ministro greco della Salute Adonis Georgiadis ha dichiarato di recente che si opporrà a qualsiasi “decisione affrettata presa per ragioni ideologiche, non scientifiche”. Ha sottolineato che, se i prodotti alternativi sono dimostrati scientificamente diversi dalle sigarette tradizionali, devono essere regolati in modo differente.
Il dibattito sulla riduzione del danno: il modello svedese
Una difficoltà chiave del dibattito è il tempo relativamente breve in cui questi prodotti alternativi sono stati sul mercato, spingendo la Commissione ad adottare un approccio estremamente prudente. Tuttavia, i sostenitori dell’industria indicano dati concreti.
Nathan Jones, responsabile della strategia regolatoria per l’UE in British American Tobacco, ha evidenziato che dati convincenti esistono già in Svezia, Repubblica Ceca e Grecia, dove i tassi di fumo sono crollati ai minimi storici insieme all’adozione di vape e bustine. Jones ha avvertito che ignorare questi dati significa rischiare di ripetere gli errori del Belgio e dei Paesi Bassi, dove politiche mal progettate hanno alimentato un fiorente mercato illegale dei vape gestito da organizzazioni criminali.
Al contrario, i gruppi francesi anti-tabacco come Contre-Feu sostengono che il successo svedese dipenda da un’adesione rigorosa ai framework dell’OMS, non dalla proliferazione delle bustine di nicotina.

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Lo stallo sulla tassazione: TED e TEDOR
In parallelo al dibattito sanitario si consuma una dura battaglia sulla tassazione. La Risorsa propria dell’Imposta di Accisa sul Tabacco (TEDOR) è cruciale per il bilancio di lungo periodo dell’UE: Bruxelles punta a ottenere 11,2 miliardi di euro all’anno dalla tassazione sul tabacco. La Commissione ha proposto una leva del 15% sulle entrate delle imposte nazionali sul tabacco.
| Stato membro | Posizione sulla tassazione (TED) |
|---|---|
| Lussemburgo | Spinge per un periodo transitorio per evitare bruschi aumenti fiscali basati sulla capacità di acquisto. |
| Francia | Sostiene limiti più stringenti alla vendita transfrontaliera per evitare perdite di entrate a favore del Lussemburgo. |
| Svezia | Si oppone all’approccio attuale di tassare le bustine di nicotina per la riduzione del danno. |
| Germania | Al momento silenziosa, ma detiene il voto decisivo per qualsiasi accordo finale. |
Il prossimo stallo
I negoziati sono arrivati a uno stallo. Poiché per la TED è necessaria l’unanimità, un singolo veto potrebbe far deragliare l’intero processo. L’attenzione si sposta ora su Wopke Hoekstra, il commissario UE che si occupa della politica fiscale, per colmare queste profonde divisioni prima della prossima riunione ECOFIN. Se l’accordo fallisse, le entrate annuali della Commissione derivanti dalle tasse sul tabacco potrebbero essere plafonate a circa 5 miliardi di euro, costringendo gli Stati membri a contribuire di più al bilancio complessivo dell’UE.
La situazione potrebbe diventare ancora più complessa a luglio, quando l’Irlanda—che vanta alcune delle aliquote fiscali sul tabacco più alte d’Europa—assumerà la presidenza rotativa dell’UE. I rappresentanti dell’industria avvertono che Dublino difficilmente sosterrà livelli di tassazione UE inferiori ai propri, rischiando uno stallo legislativo prolungato e costoso.