La Commissione europea deve far fronte a una crescente opposizione da parte degli Stati membri, delle imprese e dei consumatori in vista della revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD). Con oltre 41.000 risposte alla consultazione pubblica che evidenziano un profondo scetticismo, gli economisti avvertono che nuove restrizioni drastiche potrebbero provocare una contrazione economica pari a 48 miliardi di euro di prodotto interno lordo annuo.
Al centro della disputa c’è l’aggiornamento periodico della TPD, il quadro normativo che disciplina la produzione, la presentazione e la vendita di tabacco e prodotti correlati nel mercato unico europeo. La revisione in corso mira a introdurre controlli rigorosi sulle categorie più recenti, tra cui sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina, con misure proposte che riguardano aromi, pubblicità e confezioni.
Stati membri divisi sugli oneri normativi
I governi europei sono profondamente divisi sulla portata degli aggiornamenti proposti. Una coalizione composta da Germania, Italia e Belgio ha chiesto formalmente un meccanismo di freno d’emergenza per bloccare le normative ritenute dannose per la produzione industriale. L’Austria guida un blocco separato che chiede una moratoria di un anno per consentire alle imprese di adeguarsi.
Al contrario, un gruppo di Stati membri guidato dai Paesi Bassi sostiene controlli rigorosi e chiede ampi divieti sugli aromi, confezioni standardizzate neutre e limiti più bassi alla nicotina per tutte le categorie.
| Coalizione di Paesi | Posizione normativa | Proposta principale |
|---|---|---|
| Germania, Italia, Belgio | Contrari a oneri operativi eccessivi | Attivare un freno d’emergenza alle nuove norme |
| Coalizione guidata dall’Austria | Chiedere un periodo di transizione per le imprese | Introdurre una moratoria normativa di un anno |
| Blocco guidato dai Paesi Bassi | Favorevole alle massime restrizioni sui prodotti | Imporre limiti rigorosi a nicotina, design e confezioni |
La consultazione evidenzia l’opposizione di consumatori e industria
Una consultazione pubblica organizzata dalla Commissione europea tra maggio e agosto 2026 ha messo in luce una divergenza tra le autorità di regolamentazione dell’UE e l’opinione pubblica. La consultazione ha raccolto oltre 41.000 contributi da tutti i 27 Stati membri e da Paesi terzi.
I riscontri hanno evidenziato una forte opposizione a diversi punti chiave della revisione proposta:
- Oltre il 55% dei partecipanti ha giudicato negativo l’impatto complessivo delle attuali politiche di controllo del tabacco.
- L’80,7% si è opposto all’introduzione di confezioni standardizzate e neutre a tutela della salute pubblica.
- L’85,8% ha dichiarato che le norme sulle confezioni neutre sono in conflitto con gli obiettivi del mercato unico interno.
Ripercussioni economiche ed espansione del mercato nero
Oltre agli attriti normativi, gli analisti economici segnalano gravi conseguenze finanziarie per la filiera europea. Le proiezioni econometriche del think tank EPIC indicano la revisione della TPD come un importante shock economico evitabile nell’attuale ciclo legislativo.
Secondo le stime di EPIC, le restrizioni proposte potrebbero costare all’Unione europea 48 miliardi di euro di prodotto interno lordo annuo, con una perdita aggiuntiva di 24 miliardi di euro di entrate fiscali annuali. In Stati membri come l’Italia, gli operatori commerciali segnalano che le norme mettono a rischio posti di lavoro e investimenti di capitale a livello nazionale.
I rappresentanti dell’industria avvertono che limitare l’accesso legale e regolamentato ai prodotti con nicotina senza combustione spingerà la domanda dei consumatori verso canali illeciti e non tassati, compromettendo la sicurezza dei consumatori e la tracciabilità dei prodotti in tutta Europa.