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I legislatori UE spingono per tasse più basse e transizioni più lunghe sulla nicotina

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Accise UE sul tabacco, accisa sulla nicotina

Il Parlamento europeo, tramite la sua Commissione per gli Affari Economici e Monetari (ECON), ha adottato raccomandazioni chiave per rivedere il quadro di tassazione del tabacco e della nicotina dell’UE. Questa spinta legislativa di contrappeso avviene in un contesto di rapida diversificazione del mercato, portando direttamente a oneri di accisa più bassi proposti e a periodi di transizione significativamente più estesi rispetto ai piani iniziali della Commissione europea.

I due testi legislativi, che coprono il quadro generale dell’accisa e le strutture e le aliquote specifiche applicate al tabacco e ai prodotti correlati, sono stati approvati con 32 voti a favore, 21 contrari e 2 astensioni. Il voto rappresenta un passaggio cruciale nell’aggiornamento del quadro fiscale UE del 2011, ormai datato, che ha faticato a tenere il passo con l’aumento dei sistemi alternativi di erogazione della nicotina.

Un approccio più moderato per le sigarette tradizionali

Mentre la Commissione europea puntava a un deciso aumento della tassazione delle sigarette tradizionali, i legislatori ECON hanno scelto un’impostazione più temperata. La Commissione aveva proposto di innalzare l’accisa minima dall’attuale 60% al 63% del prezzo di vendita di un pacchetto. ECON ha raccomandato di mantenere la soglia attuale del 60%.

Inoltre, mentre la Commissione proponeva un’accisa minima di 215 € per 1.000 sigarette, la commissione ECON ha abbassato l’obiettivo a 200 € (un aumento significativo rispetto al minimo attuale di 94 €). Se approvate, queste nuove aliquote per le sigarette tradizionali sono previste per entrare in vigore il 1° gennaio 2028.

Introduzione graduale delle tasse sui prodotti alternativi a base di nicotina

L’evoluzione rapida del mercato della nicotina ha lasciato un vuoto regolatorio. Prodotti come e-liquid, tabacco riscaldato e sacche di nicotina erano praticamente inesistenti quando è stata redatta la direttiva del 2011. Questa mancanza di armonizzazione ha portato i singoli Stati membri dell’UE a creare regimi fiscali nazionali frammentati, con conseguenti forti disparità di prezzo e contrabbando transfrontaliero.

Per affrontare la questione, la commissione ECON sostiene l’integrazione dei prodotti alternativi nel quadro comune delle accise, ma insiste su aliquote più basse e finestre di implementazione più ampie rispetto a quanto proposto dalla Commissione. Secondo le raccomandazioni del comitato, i periodi di transizione per diverse categorie verrebbero estesi fino al 2033 o 2034, dando a mercati nazionali e consumatori più tempo per adeguarsi.

Categoria di prodottoStato attuale nell’UEProposta della Commissione europea (entro il 2032)Raccomandazione della commissione ECON
Sigarette tradizionali60% / Min. 94 € per 1.000 pz63% / Min. 215 € per 1.000 pz60% / Min. 200 € per 1.000 pz (entro 2028)
Liquidi per sigaretta elettronicaNessuna accisa armonizzata20% (nicotina bassa) / 40% (nicotina alta) oppure fino a 0,36 €/ml30% oppure 0,30 €/ml (entro 2033)
Tabacco riscaldatoNessuna accisa armonizzata55% oppure 108 € per 1.000 pz / 155 €/kg35% oppure 80 € per 1.000 pz / 200 €/kg (entro 2034)
Sacche di nicotinaNessuna accisa armonizzata50% oppure 143 €/kg28% oppure 50 €/kg (entro 2033)
Tabacco trinciato fine (roll-your-own)40% / Min. 40 €/kg62% / Min. 215 €/kg55% / Min. 143 €/kg (entro 2034)
Tabacco per narghilèNessuna accisa armonizzata50% / Min. 107 €/kg40% / Min. 80 €/kg (entro 2034)

Rinvio del meccanismo di indicizzazione all’inflazione

A causa dell’elevata inflazione che negli ultimi anni ha eroso l’impatto reale delle accise, la revisione introduce un meccanismo automatico di indicizzazione all’inflazione. Sebbene i legislatori ECON sostengano questo strumento, hanno proposto una modifica importante: escludere dall’elaborazione dell’inflazione i prezzi dell’energia volatile e dei prodotti alimentari non trasformati.

Inoltre, la commissione ha raccomandato di rinviare l’implementazione di questo meccanismo di indicizzazione al 2036, invece della data di avvio proposta dalla Commissione (2028). Per evitare bruschi shock sui prezzi, i legislatori hanno inoltre suggerito che qualsiasi adeguamento automatico verso l’alto dell’aliquota minima d’imposta sia limitato a un massimo del 9% per anno.

Equilibrio tra sanità pubblica e realtà di mercato

L’obiettivo politico complessivo della revisione fiscale UE è ridurre i tassi di fumo e impedire il vaping tra i giovani, allineandosi alla più ampia iniziativa UE della “Generazione Libera dal Tabacco” entro il 2040. Tuttavia, il dossier evidenzia la persistenza della tensione tra gli obiettivi di sanità pubblica, le entrate fiscali nazionali e il rischio di alimentare il commercio nel mercato nero.

Il relatore Tomáš Kubín (Patriots for Europe) ha sottolineato che un approccio graduale e proporzionato al rischio è essenziale per il successo pratico della direttiva.

“Il mio obiettivo era sostenere un quadro moderno e più coerente, assicurando al contempo che le regole restino realistiche, proporzionate ed eseguibili”, ha dichiarato Kubín. “Non si tratta di indebolire gli obiettivi della Commissione. Si tratta di rendere la direttiva attuabile nella pratica—proteggendo la sanità pubblica, garantendo le entrate nazionali, riducendo gli incentivi alle frodi e assicurando che le regole UE si basino su proporzionalità e prove, invece che su un approccio unico per tutti.”

Prossimi passi nella procedura legislativa

La prossima tappa fondamentale per la proposta è un voto in seduta plenaria del Parlamento europeo, previsto per il 17 giugno. Dopo il voto del Parlamento, il Consiglio europeo dovrà raggiungere un accordo unanime per adottare formalmente le regole aggiornate.

Una volta pubblicata ufficialmente, la legislazione entrerà in vigore 20 giorni dopo. A quel punto gli Stati membri avranno tempo fino al 31 dicembre 2027 per recepire la maggior parte delle nuove disposizioni nelle rispettive leggi nazionali.