EVALI, una grave malattia infiammatoria dei polmoni associata allo svapo, resta una minaccia persistente per la salute pubblica anche anni dopo l’ondata iniziale del 2019. Spesso viene diagnosticata erroneamente come influenza grazie alla sovrapposizione dei sintomi respiratori, ma i dati più recenti indicano un nuovo aumento dei casi: oggi le giovani donne rappresentano la fascia demografica in più rapida crescita tra i pazienti colpiti.
- Somiglianza Diagnostica: sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratoria imitano da vicino le comuni infezioni virali, ritardando cure critiche.
- Collegamento con l’Acetato di Vitamina E: la ricerca conferma che l’acetato di vitamina E, un additivo presente in vape illegali contenenti THC, è un fattore primario del danno ai tessuti polmonari.
- Casi in Ripresa: i dati del 2024 mostrano che i casi di EVALI sono del 55,4% più alti rispetto al 2020, trainati da un raddoppio dei tassi di svapo tra i giovani.
- Alti Tassi in Terapia Intensiva: quasi il 95% dei pazienti diagnosticati necessita di ricovero ospedaliero, con oltre un terzo che richiede cure intensive.
Le agenzie di salute pubblica avvertono che i ricoveri da EVALI—malattia polmonare associata all’uso di prodotti di svapo/e-cigarette (E-cigarette or Vaping Product Use-Associated Lung Injury)—restano una minaccia persistente, mentre continuano a circolare liquidi per sigaretta elettronica non regolamentati. Questo avvertimento arriva in un contesto di aumento dello svapo tra i giovani, che ha innalzato i tassi di ammissione ospedaliera per gravi difficoltà respiratorie ben oltre i livelli di riferimento del 2020.
La sfida diagnostica: influenza vs EVALI
Secondo la Cleveland Clinic, l’EVALI si presenta con febbre, tosse, difficoltà respiratoria, dolore toracico e problemi gastrointestinali come nausea e vomito. Questo quadro sintomatologico rende facile confondere la condizione con l’influenza o un’infezione respiratoria virale, ritardando la chiarezza diagnostica e il trattamento.
Poiché non esiste un test specifico di conferma, i medici devono basarsi su radiografie del torace o TAC che mostrano opacità bilaterali nei polmoni e su una storia di svapo avvenuta entro 90 giorni prima di formulare la diagnosi di esclusione. David Christiani, professore di medicina ambientale presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha avvertito che questo quadro clinico può scatenare insufficienza respiratoria acuta e rendere necessaria la ventilazione meccanica.
L’ondata del 2019 e il ruolo dell’acetato di vitamina E
Registrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 2019, la malattia è cresciuta rapidamente, portando i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) a monitorare 2.807 ricoveri ospedalieri e 68 decessi entro febbraio 2020.
Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) ha identificato l’acetato di vitamina E nel fluido di lavaggio broncoalveolare del 94% dei pazienti valutati. Questo composto sintetico viene usato come addensante nelle e-liquidi illegali contenenti THC. Sebbene sia sicuro se ingerito, inalare acetato di vitamina E riscaldato provoca gravi danni ai tessuti polmonari.
I ricercatori del Roswell Park Cancer Center hanno confermato ciò anche in modelli animali, dimostrando che il composto causa direttamente lesioni polmonari. Tuttavia, le autorità sanitarie osservano che anche i vape contenenti solo nicotina sono associati a casi, e gli utenti spesso non sanno quali additivi siano presenti nei loro liquidi.
Tendenze post-ondata e cambiamenti demografici
Sebbene il monitoraggio attivo dei CDC si sia fermato nel 2020, la malattia non è scomparsa. I dati di Trilliant Health indicano che i casi di EVALI nel 2024 erano del 55,4% più alti rispetto ai livelli del 2020, dopo un picco nel 2022.
Anche la distribuzione demografica della malattia è cambiata. Nel 2020, gli uomini rappresentavano il 53,2% dei casi, ma nel 2024 le donne sono diventate la maggioranza dei pazienti, con le donne tra 25 e 50 anni che costituiscono il gruppo in crescita più rapida. Questo cambiamento è in linea con l’aumento dei tassi di svapo tra le fasce demografiche più giovani.
| Indicatore | Valore di riferimento 2020 | Stato 2024 |
|---|---|---|
| Diffusione dello svapo (età 18-25) | 11.7% | 23.7% |
| Diffusione dello svapo (età 12-20) | 5.1% | 10.4% |
| Sesso maggiormente colpito | Maschile (53,2%) | Femminile (maggioranza) |
| Volume dei casi di EVALI | Valore di riferimento | Aumento del 55,4% |
Ricoveri e trattamento
Una meta-analisi del maggio 2026 su 13.516 pazienti diagnosticati tra il 2019 e il 2022 ha mostrato che il 94,4% dei casi richiedeva il ricovero ospedaliero e il 35,7% necessitava dell’ammissione in unità di terapia intensiva (UTI/ICU). Tra gli adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni, il tasso di ammissione in terapia intensiva era ancora più alto: 46,9%.
La maggior parte dei pazienti risponde ai corticosteroidi e alle cure di supporto, ma i medici avvertono che i sintomi possono ripresentarsi, rendendo necessario un follow-up polmonare a lungo termine. La Cleveland Clinic raccomanda di evitare tutti i prodotti da svapo, in particolare quelli provenienti da fonti non regolamentate, e di richiedere immediatamente assistenza medica se compaiono sintomi respiratori dopo lo svapo.