Il Parlamento europeo ha sfidato apertamente l’agenda fiscale della Commissione europea. In una sessione plenaria del 17 giugno, gli eurodeputati non si sono limitati a respingere la proposta dell’esecutivo di aumentare le accise su tabacco e prodotti alternativi a base di nicotina, ma hanno anche richiesto formalmente che la Commissione ritirasse il disegno di legge interamente.
Questa ribellione mette in luce un’opposizione ampia e trasversale in più schieramenti politici a una tassazione della nicotina più stringente a livello UE. La proposta originale della Commissione mirava a fissare una soglia minima di tassazione del 63% sui prodotti del tabacco. Sebbene in precedenza la commissione per gli Affari economici e monetari (ECON) del Parlamento avesse suggerito di abbassare l’obiettivo al 60%, l’intero Parlamento ha scelto di disconoscere del tutto quel compromesso, bocciando l’intero pacchetto di riforme con 439 voti contro 181.
Marco Falcone, relatore del Partito Popolare Europeo (PPE) per la riforma, ha osservato che il voto ha riflesso una significativa frammentazione all’interno dei gruppi politici. Ha attribuito la divisione a interpretazioni fortemente ideologiche della tassazione sul tabacco e al forte peso degli interessi economici nazionali.
Queste divisioni nazionali si rispecchiano anche nel Consiglio europeo, dove gli Stati membri sono in stallo da mesi. Diversi Paesi hanno resistito attivamente a misure di aumento uniforme delle tasse per proteggere i propri mercati interni e i consumatori.
| Paese / Ente | Posizione sulla tassazione / Proposta | Motivazione principale |
|---|---|---|
| Commissione UE | Soglia minima di tassazione del 63% | Standardizzare e aumentare le aliquote fiscali in tutti gli Stati membri. |
| Francia | Bassa tassa sullo svapo / Alta tassa sul tabacco | Proteggere i consumatori dei prodotti alternativi dall’aumento dei costi. |
| Svezia | Bocciati gli aumenti della tassa sui pouch alla nicotina | Difendere il mercato interno della nicotina orale e dello snus. |
| Italia | Contraria agli aumenti generalizzati delle tasse | Evitare danni economici al settore domestico di tabacco e svapo. |
La manovra politica è emersa anche in una proposta alternativa fallita del gruppo Patriots for Europe. Il gruppo cercava aliquote più favorevoli per i prodotti alternativi, ma è mancato di appena dodici voti. Questo insuccesso è dipeso in parte da divisioni interne: i deputati del Rassemblement National francese hanno votato contro, rifiutandosi di sostenere qualsiasi quadro che convalidasse la tassazione sui prodotti da svapo.
Poiché la tassazione resta una competenza sovrana dei singoli Stati membri dell’UE, il voto del Parlamento è tecnicamente non vincolante. Tuttavia, il messaggio politico indebolisce in modo significativo la capacità della Commissione di esercitare influenza mentre i negoziati continuano.
Dopo il fallimento della presidenza cipriota nel ottenere l’accordo unanime richiesto tra gli Stati membri, il dossier in stallo sarà consegnato all’Irlanda a luglio. La futura presidenza irlandese dovrà ora decidere se mantenere in agenda attiva la controversa riforma delle accise oppure se annullare l’attuale bozza e riaprire i negoziati da zero.